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OPAC: il parabrezza su misura per te

L’Azienda torinese, che vanta un’esperienza ultratrentennale nel settore automobilistico, ha recentemente «aperto» alla nautica con ottimi risultati 

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Nel 1971 la OPAC Group (Rivalta di Torino), iniziò a sperimentare e proporre al mercato prodotti dedicati al settore automotive. I suoi soft-top, hard-top, prototipi marcianti e allestimenti speciali di scocche automobilistiche, hanno portato alla creazione di alcune tra le più belle auto del mondo.

Dal 1994 ha iniziato ad operare con crescente successo anche nel settore nautico per il quale ha recentemente prodotto un nuovo parabrezza realizzato totalmente in fibra di carbonio che equipaggia il Riva Iseo, il modello più piccolo della gamma Riva, cantiere noto per l’altissima qualità delle sue imbarcazioni e per la severa selezione di fornitori e componentistica.

I punti di forza di questo parabrezza sono la leggerezza unita ad un livello di robustezza inalterato rispetto a quello di un comune parabrezza tradizionale e questo è solo uno degli esempi di quanto può essere realizzato negli stabilimenti di un Gruppo in grado di realizzare, su specifiche richieste del cliente, anche strutture destinate a mega-yacht con archi di copertura sino a 9,70 metri di lunghezza e 6,40 metri di larghezza.

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La divisione nautica

A partire dal 1994 la OPAC già operante nel settore automotive – decide di allargare i suoi orizzonti creando una Divisione Nautica allo scopo di rispondere alle numerose richieste di cantieri che intendono offrire imbarcazioni con un sempre maggior grado di customizzazione. A questo punto l’Azienda fece ricorso – con un classico travaso di interno di expertise – alle tecnologie maturate in campo automobilistico in tema di realizzazione di soft-top a movimentazione elettronica e per l’utilizzo su vasta scala della fibra di carbonio per il contenimento dei pesi e di sistemi di pattinamento a cristalli liquidi.

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Questo sistema di lavoro ha permesso all’Azienda di diventare Leader nel settore della costruzione di Soft-top e Hard-top per Yachts. Numerosi sono stati infatti i Cantieri che si sono rivolti ad OPAC che annovera nel suo portafoglio nomi quali Azimut, Princess, Riva, Wally Yacht, Baia, Otam, Cantieri di Pisa, Barcos Deportivos, Italcraft, Crn, Perini, Dalla Pietà, Couach, Ilver, Benetti, Cmn, Isa, Pearl, Spertini Alalunga, San Lorenzo, Atlantis, Rizzardi, Itama, Posillipo, Casa, Zen Yacht, Fashion Yacht, Sogica, Savannah, Alfamarine, Garimarine, Lazzara, Royal Denship, Acm, Cerri, Aquamarine, Salpa, Mas, Leonard, Canados, Drettmann, Prinz, ecc.

Quanto sinora descritto riguarda il passato ed il presente aziendale mentre se si guarda al futuro si scoprono progetti inerenti sistemi di movimentazione autoalimentati con pannelli solari e il largo utilizzo di comandi a distanza attraverso applicazioni di smartphone.3

Uno sguardo alle origini

L’Azienda inizia la sua attività, direttamente nel campo dell’automotive nel 1970 e fra le case automobilistiche che si sono rivolte alla OPAC per la produzione di piccole serie speciali si possono citare Maserati, Alfa Romeo, Boschert, Pininfarina, Aston Martin, Rolls Royce, Bentley, Rover, MG, Fiat Auto Corse, Jensen, Lamborghini, e Volvo; per queste Case OPAC ha realizzato sia scocche e/o capote in serie limitata e sia le attrezzature (manuali e robotizzate) necessarie all’assemblaggio; molte altre Case hanno fatto ricorso ad OPAC, coprendo però il rapporto professionale con il vincolo del segreto industriale.

Qualche cifra sottolinea la sostanza delle parole:

Numero Progetti: 116 complessivi dal 1971.

Vetture Prodotte: 85 modelli per 12 marchi differenti.

Prototipi Realizzati: 31 modelli per 8 marchi differenti.

Volume Complessivo Scocche: 7.900 vetture dal 1986.

Volume Complessivo Capote: 1.500.000 dal 1986.

Ma quello che probabilmente ha più di tutti fatto conoscere l’Azienda torinese nel mondo è stata la messa a punto del processo di assemblaggio interamente realizzato a mano con tecnologie all’avanguardia.

Redazione Motori360

 

 

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