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Toyota RAV4, uno «storico» evergreen

20 anni, 4 generazioni, 5,2 milioni di RAV4 vendute nel mondo

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Ha fatto sensazione all’appena concluso Salone Auto e Moto d’Epoca di Padova la presenza di uno stand di dimensioni importanti come quello che Toyota ha dedicato al suo celebre RAV4, un SUV che, avendo appena compiuto 20 anni, fa entrare di diritto gli esemplari «prima serie» del 1994, nell’ambito delle vetture che possono ottenere la certificazione ASI (anche se per ottenere il Certificato di storicità il termine dei 20 anni dovrebbe a breve essere elevato a 30).

L’accoglienza del pubblico per il concept RAV-FOUR, presentato al Salone di Tokyo 1989, fu tale che alla fine del 1991 iniziò lo sviluppo del primo RAV4, la cui prima generazione venne presentata al Salone di Ginevra nel 1994. Lungo poco meno di 3,70 metri, monoscocca, motore trasversale anteriore e sospensioni indipendenti: meno sostanzioso del classico fuoristrada ma molto di più di una normale berlina sottraeva, commercialmente parlando, clientela ad entrambe le tipologie di veicoli ed infatti, a fronte di una previsione di vendita di 4.500 unità/mese, gli ordini effettivi furono 8.000 e la produzione venne raddoppiata: era nato il segmento dei SUV e la sigla del mezzo (RAV4 = Recreational Active Vehicle a 4 ruote motrici) riassumeva validamente la sua vocazione. 

Prima generazione (1994-2000) 

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Il primo Urban 4×4 era un 3 porte compatto e leggero, equipaggiato con un 2 litri benzina da 129 cv, montato trasversalmente che serviva un sistema di trazione integrale permanente senza ridotte. Grazie al rigido telaio monoscocca, alle sospensioni posteriori indipendenti, alle ruote di grande diametro ed alla carrozzeria due porte sufficientemente alta da terra, il primo RAV4 aveva grande manovrabilità nel traffico, dove si districava bene viste la sua seduta alta e le dimensioni ridotte, e nel fuoristrada leggero.

C’è da dire a questo proposito che anche gli angoli d’attacco e di uscita erano piuttosto favorevoli e che quindi magari, senza arrivare al classico riduttore, solamente un primino corto non sarebbe stato inappropriato ma questo è un parere del tutto personale.

Lanciato inizialmente nella versione due porte (con tetto fisso oppure con capote in tela) fu affiancato nel 1996 dalla versione 5 porte.

La versione elettrica (RAV4 Electric Vehicle) fu prodotta per gli USA dal 1997 al 2000.

Seconda generazione (2000-2006) 

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Questa volta il lancio delle versioni 3 e 5 porte (+5,5 cm e 4 cm rispetto alla prima generazione) fu contemporaneo.

La potenza del suo 2 litri benzina passava da 129 a 150 cv (il Diesel 2.0 D-4D arrivò nel 2002), e la trazione integrale permanente aveva un differenziale centrale LSD ad accoppiamento viscoso e, a richiesta, il differenziale Torsen sull’assale posteriore.

Terza generazione (2006-2012) 

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Con questa terza generazione Toyota opera una scelta radicale ed abbandona la 3 porte; dunque nuova versione solo 5 porte e con un nuovo pianale che allunga l’auto di ben 19 cm. L’alternativa benzina /diesel era entrata stabilmente nella strategia commerciale e quindi questo SUV veniva offerto con motore 2 litri benzina oppure con un 2,2 litri diesel.

Tutto nuovo il sistema di trazione integrale ora controllato elettronicamente in base a velocità, accelerazione, angolo di sterzata ed accelerazione laterale; l’auto era inoltre dotata del controllo assistito per partenza in salita o in discesa.

Quarta generazione (dal 2013) 

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Ed eccoci al modello attualmente in listino, anche questo, come la versione precedente, solamente a 5 porte, ma con una lunghezza totale (il passo unico è per tutti i mercati) di 4,57 metri (+23,5 cm rispetto alla precedente versione).

Nessuna variazione nella scelta e nelle cilindrate dei propulsori (sempre 2 litri benzina e 2,2 diesel) mentre per celebrare degnamente questo ventesimo compleanno ecco arrivare una versione turbodiesel dotata dell’Integrated Dynamic Drive System, un sofisticato sistema ad alta reattività che elabora in tempo reale i dati ricevuti dai vari sensori per poi gestire, sempre in tempo reale i sistemi del Dynamic Torque Control AWD, del Vehicle Stability Control (VSC) e del servosterzo elettronico (EPS), controllando tramite un giunto elettromagnetico, posto prima del differenziale posteriore, la ripartizione della forza motrice tra l’asse anteriore e quello posteriore; la percentuale di ripartizione può essere 100/0 (trazione solo anteriore), oppure 50/50 (trazione su entrambi gli assi); quest’ultima percentuale è bloccabile manualmente quando si lascia l’asfalto purché non si superino i 40 km/h; oltre tale soglia la suddivisione si annulla e la trazione torna solo anteriore.

Il RAV-4 è risultato lo scorso anno tra le 20 vetture più vendute al mondo ed il successo nell’arco di questi ultimi 20 anni è testimoniato dai 5,2 milioni di unità vendute nel mondo (1,3 in Europa). Né va dimenticato l’aspetto «qualità» del prodotto, tanto che più del 90% delle RAV4 prodotte sono tutt’ora in circolazione.

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Tantissimi sono gli estimatori di questo modello tanto che, in Italia esiste dal 2004 un Club specifico che vanta 5.500 iscritti; al fondatore e Presidente, Alessandro Nasini, Toyota Italia ha voluto consegnare in occasione del Salone Auto e Moto d’Epoca di Padova, una targa celebrativa nominandolo nel contempo Ambassador del marchio.

Giovanni Notaro

 

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