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Seven Marine 557

Sulla scia del tradizionale «the bigger the better», l’americana Seven Marine realizza il motore fuoribordo più potente del mondo, ricco di soluzioni tecniche innovative ma dal prezzo non propriamente concorrenziale

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La Seven Marine nasce nel 2010 a Germantown, un piccolo villaggio nel Wisconsin, grazie ad un team di tecnici ed ingegneri con decennale esperienza nella nautica da diporto. Grazie al talento ed all’ingegnosità di questo affiatato gruppo, viene alla luce poco tempo dopo quello che può tranquillamente essere definito “il motore fuoribordo più potente del mondo” in virtù dei 557 cavalli erogati all’albero dell’elica ad un regime di 5.400 giri/minuto. Il Seven Marine 557 si inserisce dunque prepotentemente nel mercato dei fuoribordo di elevata potenza, andando a scalzare la leadership di Yamaha che per prima era riuscita a raggiungere con il suo V8 aspirato la già incredibile soglia dei 350 cavalli.

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Specifiche tecniche

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Il cuore del «557» è rappresentato dal V8 a 90° in alluminio da 6,2 litri di cilindrata prodotto dalla GM (sigla di progetto LSA): si intuisce immediatamente il carattere racing di questa unità propulsiva dai valori di alesaggio e corsa (103 x 92 mm) che rendono quindi il motore «superquadro», adatto cioè a sopportare regimi di rotazione elevati senza pregiudizio per l’affidabilità. Il rapporto di compressione si ferma ad un modesto 9.1:1, ma ciò è dovuto esclusivamente all’adozione della sovralimentazione (affiancata a relativo intercooler) mediante compressore volumetrico rotativo a lobi installato fra le bancate dei cilindri (soluzione tradizionalmente cara agli americani). Il comparto alimentazione si avvale di un impianto ad iniezione elettronica MPI (multiport fuel injection), che inietta il carburante immediatamente a monte della relativa valvola di aspirazione, in maniera sequenziale per ogni cilindro, mentre la distribuzione (a due valvole) è a fasatura variabile con aste e bilancieri e punterie idrauliche.

Soluzioni innovative

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La disposizione del blocco motore rappresenta una novità nel campo dei fuoribordo: infatti, invece della tradizionale soluzione verticale, si è optato per un posizionamento orizzontale. Ciò ha reso necessario il ricorso ad una particolare trasmissione della ZF, a comando completamente elettroidraulico, la quale, non solo trasforma il moto rotatorio orizzontale dell’albero motore in moto verticale dell’albero di trasmissione, ma consente anche l’inversione della marcia ed esegue una preliminare riduzione dei giri del motore.

In questo modo il piede del motore viene svincolato dalla funzione classica di cambio meccanico; la semplificazione intrinseca che ne risulta, dovuta all’assenza degli ingranaggi di comando ed azionamento delle marce (qui spostati nella parte alta del motore), ha consentito agli ingegneri della Seven Marine di realizzare un piede del motore rinforzato, come mai si era visto prima. Dall’albero di trasmissione infatti, grazie ad una coppia di ruote dentate, il moto viene ripartito su due alberi i quali, mediante due distinte coppie coniche, azionano simultaneamente l’albero dell’elica generando la spinta propulsiva. Questa innovativa soluzione si è resa necessaria sia per contrastare le variazioni di carico subite dalla trasmissione a seguito di salti dell’imbarcazione fuori dall’acqua (il passaggio aria-acqua da parte dell’elica causa infatti contraccolpi e stress meccanici a cuscinetti ed ingranaggi) e sia, soprattutto, per garantire la necessaria affidabilità della catena cinematica visto l’elevatissimo valore di coppia motrice imposto dal motore (747 Nm).

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Le innovazioni fortunatamente non si esauriscono qui. Il «557» è infatti anche il primo fuoribordo al mondo a beneficiare di un sistema di raffreddamento a circuito chiuso.

In questo modo il circuito primario di raffreddamento della testa e del monoblocco non è attraversato dall’acqua di mare (e da relative salinità ed impurità) come avviene comunemente, ma sfrutta una miscela di acqua ed antigelo che garantisce un’efficace protezione alle parti nobili del propulsore; lo scambio termico tra fluido primario (miscela acqua/antigelo) e secondario (acqua mare) avviene di conseguenza in una coppia di scambiatori dedicati, sia per il liquido refrigerante che per il lubrificante. Questa soluzione garantisce una maggiore affidabilità attraverso una più efficiente gestione delle temperature ed evita che punti vitali del motore vengano incrostati da depositi calcarei o addirittura corrosi da residui di salsedine.

Prestazioni da primato

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Grazie alla sovralimentazione e al massiccio ricorso all’alluminio, il «557» può vantare dei numeri di tutto rispetto. Se prendiamo a riferimento il 350 cavalli della Yamaha, si ha un rapporto peso potenza pari a 1,03 kg/cv, mentre il Seven Marine – grazie ai suoi 497 kg – scende ad un incredibile 0,89 kg/cv.

Il minor peso a parità di potenza installata sullo specchio di poppa si traduce in accelerazioni più brucianti e minor resistenza idrodinamica dei gruppi elica (ciò rende possibile soddisfare soluzioni trimotore con configurazioni bimotori).

Naturalmente tutto ha un prezzo ed ecco che le brillanti soluzioni realizzative, i materiali pregiati ed il relativo grado di complessità costruttiva generano un prezzo finale che, a seconda del grado di personalizzazione richiesto dal cliente, può tranquillamente sfiorare i 90.000 dollari!

Gabriele Gentile

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