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Lamborghini Huracán LP620-2 Super Trofeo

È la versione pistaiola della Huracáche, insieme alla  Gallardo, parteciperà ai campionati monomarca Lamborghini Blancpain Super Trofeo in Europa, Asia e Nord America

Lamborghini Huracan LP620-2 Super Trofeo (2)

Il CEO di Lamborghini Stephan Winkelmann ha presentato sul prestigioso green di Pebble Beach l’evoluzione corsaiola della Huracán LP 610-4 che porta la sigla 620-2. Accanto a lui il Direttore dello sviluppo automobili Lamborghini Maurizio Reggiani e l’ingegnere Giampaolo Dallara che, insieme alla divisione Squadra Corse della Casa del toro, ha contribuito con la sua esperienza allo sviluppo della Huracán LP «620-2»; come dimenticare il motore a 12 cilindri realizzato negli anni ’60 insieme a Giotto Bizzarini per la leggendaria Miura?

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La «620-2 Super Trofeo» solo per la pista

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Questa versione riservata alle competizioni si caratterizza soprattutto per l’alleggerimento della vettura con largo impiego di alluminio e fibra di carbonio per la carrozzeria, oltre ad un abitacolo reso più essenziale, spoglio dei pannelli insonorizzanti e dei rivestimenti presenti nella stradale LP 610-4.

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Più evidente l’intervento sulla aerodinamica, in particolare per i convogliatori d’aria e gli estrattori, nonché per gli spoiler anteriore e posteriore regolabile in 10 posizioni.

Il motore V10 di serie non ha avuto la necessità di importanti interventi per incrementare la potenza di 10 cv, quanto basta per ottenere un rapporto peso/potenza di 2,05 kg/cv grazie al peso di totale di soli 1.270 kg.

Lamborghini Huracan LP620-2 Super Trofeo (5)

Come damigelle d’onore della Huracán LP 620-2 Super Trofeo, a Pebble Beach gli appassionati d’oltre oceano hanno potuto ammirare anche la Huracán LP 610-2 e la Aventador LP 700-4. Probabilmente questo affascinante tris d’assi lo potremo ammirare al prossimo Salone di Parigi.

Tanto per ricordare il significato delle sigle, va detto che «LP» sta per Longitudinale Posteriore, ovvero la posizione del motore, le tre cifre che seguono si riferiscono ai cavalli e l’ultimo numero per indicare se la trazione è a 2 o 4 ruote motrici.

Paolo Pauletta 

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