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Il pericolo corre sul Selfie

Una nuova ricerca Ford sulle distrazioni alla guida evidenzia che 1 giovane su 4 ha scattato un «selfie» al volante, mentre ben 2 su 4 hanno ammesso di aver più in generale scattato foto durante la guida. Lo studio rivela inoltre che 1 su 4, mentre guida, inserisce messaggi o controlla i social network

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La ricerca, condotta da Ford su un campione di 7.000 giovani europei (nella fascia di età 18-24), utilizzatori di smartphone, ha evidenziato i rischi derivanti dall’utilizzo degli smartphone alla guida.

Gli inglesi sono i maggiori «selfie-dipendenti» (il 33%, circa 1 su 3, ne scatta mentre guida), mentre in Italia lo sono uno su quattro. Il 40% dei ragazzi italiani, inoltre, ha scattato foto durante la guida, e 1 su 5 (21%) accede ai social network mentre è al volante

Collette Moreno (a sx) prima dello schianto

Collette Moreno (a sx) prima dello schianto

La tragica vicenda di Collette Moreno, ventiseienne statunitense madre di un bambino di cinque, ha fatto il giro del mondo: il 25 giugno, mentre era diretta in auto per la sua festa di addio al nubilato, pochi istanti dopo essersi scattata un «selfie» assieme all’amica che era al volante, ha perso la vita a causa di un urto frontale con un camion. Nemmeno due mesi prima, il 29 aprile, era deceduta per un altro incidente – con dinamiche diverse, ma cause simili – la trentaduenne Courtney Ann Sanford che, subito dopo aver postato su Facebook, dal proprio smartphone, un’immagine e aggiornato il suo stato («la canzone Happy mi rende felice»), era uscita di strada.

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Non sappiamo – e forse, non sapremo mai – quanti incidenti più o meno gravi si siano verificati per uso improprio dei telefoni, degli smartphone o anche dei navigatori. E non sapremo mai quanto la curva discendente della mortalità per incidenti stradali avrebbe potuto essere ancor più accentuata, se negli ultimi dieci, quindici anni, la convergenza fra nuove tecnologie e accessibilità a bordo auto avesse drasticamente modificato il modo d’impiego non solo del tempo, ma anche dell’auto stessa. Internet è ormai salito a bordo dell’auto Quel poco che sappiamo, è sotto i nostri occhi: che malgrado le sanzioni pesanti, sono sempre numerosi i guidatori che telefonano, inviano messaggi o addirittura navigano in rete mentre sono al volante, e che la cultura del «selfie» – dai calciatori agli studenti, da Barack Obama a Matteo Renzi – ha contagiato il mondo come un’epidemia. Con tutte le conseguenze del caso. Anche sotto il profilo dell’incidentalità stradale.

Il fenomeno non poteva sfuggire al mondo automotive, che ha cercato di analizzarlo e risalire alle cause, nell’intento di poter proporre modelli virtuosi e contrastare, così, comportamenti sulla cui pericolosità non stiamo nemmeno a dare ulteriori spiegazioni.

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L’apporto della Ford

La Ford ha quindi condotto una ricerca sulle distrazioni al volante, ricavandone un dato estremamente allarmante: 1 giovane su 4, tra i guidatori europei compresi fra i 18 e i 24 anni, scatta «selfie» e usa i social network mentre guida.

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Il dato italiano (26%) è in linea con la media europea, mentre gli inglesi sono i più «selfie-dipendenti», con 1 giovane su 3 (il 33%) che ammette di scattarsi foto con lo smartphone mentre guida. La ricerca è stata condotta su un campione di 7.000 giovani europei (età 18-24) utilizzatori di smartphone, e ha evidenziato inoltre che 1 su 4 «posta» o controlla i social network mentre guida, un’altra attività estremamente rischiosa in quanto fonte di pericolose distrazioni.

Sebbene la quasi totalità degli intervistati riconosca che l’utilizzo dello smartphone alla guida rappresenti un pericolo e sia consapevole dei relativi rischi, i numeri descrivono uno scenario in cui i giovani tendono, con una prevalenza dei ragazzi rispetto alle ragazze, a ignorarne le possibili conseguenze.

Secondo i test interni svolti da Ford, scattare un «selfie» alla guida comporta una distrazione della durata media di 14 secondi, mentre accedere ai social media può deconcentrare il guidatore dalla strada per ben 20 secondi, un tempo nel corso del quale un’auto che procede a 100 km/h percorre la distanza di 5 campi di calcio.

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Al confronto, secondo la National Highway Traffic Safety Administration americana, aggiustarsi i capelli nel retrovisore comporta una distrazione di 4 secondi, mentre sono 7 i secondi durante i quali si distolgono gli occhi dalla strada per comporre un numero su un telefono cellulare distogliendo gli occhi dalla strada.

Gli incidenti automobilistici sono una delle principali cause di mortalità giovanile, e Ford Motor Company ha deciso di contribuire alla causa della sicurezza istituendo anche in Europa il programma Driving Skills For Life, che insegna ai ragazzi i principi, le teorie e le tecniche della guida responsabile.

Oltre 5.000 giovani guidatori dai 18 ai 24 anni hanno già seguito i corsi in tutta Europa, di cui oltre 1.000 in Italia, e in decine di migliaia hanno seguito le lezioni on line, disponibili anche in italiano sul sito www.drivingskillsforlife.it.

La prossima edizione del programma introdurrà una nuova sessione che permetterà ai ragazzi di acquisire consapevolezza rispetto ai rischi derivanti dall’utilizzo degli smartphone alla guida per scattare «selfie» o accedere ai social network.

“Scattare un selfie con lo smartphone è un’attività diventata con estrema rapidità parte integrante della vita di tutti i giorni, ma è l’ultima cosa che andrebbe fatta mentre si è al volante”, ha spiegato Jim Graham, responsabile del programma Ford Driving Skills for Life. “È preoccupante che un numero così elevato di giovani guidatori ammetta di utilizzare lo smartphone per scattare foto e accedere ai social network mentre guida, e il nostro compito è sottolinearne la pericolosità diffondendo nelle modalità più idonee l’importante messaggio della responsabilità”.

I recenti, fatali incidenti che abbiamo ricordato in apertura, non sembrano rallentare questa abitudine. Le foto vengono condivise con gli amici e pubblicate sui social media, dove addirittura, in particolare su Instagram, sono nati «hashtag» come #drivingselfie, che raccolgono gli autoscatti realizzati proprio al volante.

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Secondo lo studio, gli inglesi sono i maggiori selfie-dipendenti (il 33%, ossia 1 su 3, ne scatta mentre guida), mentre in Italia la pericolosa abitudine riguarda circa 1 giovane su 4 (26%). Negli altri paesi la percentuale è del 28% per Francia e Germania, mentre più accorti sono i giovani spagnoli (18%) e belgi (17%).

Accedere ai social network mentre si guida è una pratica analogamente molto rischiosa, ma è un’abitudine per circa 1 giovane italiano su 5 (21%). I ragazzi tedeschi sono i meno propensi a rinunciare ai social media mentre guidano, con una percentuale di accesso che raggiunge il 35%. Seguono gli inglesi (32%), i belgi (26%) e i francesi (23%), mentre anche in questo caso gli spagnoli si distinguono per una maggiore attenzione alla guida responsabile, con l’8%.

Scattare una foto generica (non un «selfie») mentre si è al volante è un’abitudine alla quale non rinuncia il 40% degli italiani. La percentuale cresce addirittura al 55% in Germania, seguita da Regno Unito (43%), Belgio (41%), Francia (41%). Anche questa classifica è chiusa dalla Spagna (32%).

“Scattare un selfie alla guida espone guidatore, passeggeri, pedoni e altri utenti della strada, a un elevato rischio di incidenti dalle conseguenze potenzialmente fatali”, ha dichiarato Giordano Biserni, Presidente dell’ASAPS (Associazione Sostenitori e Amici della Polizia Stradale). “Guidare responsabilmente vuol dire avere gli occhi sempre sulla strada, le mani sempre salde sul volante, e fare in modo di trovarsi sempre nel pieno controllo del veicolo.” Questo è uno dei messaggi che Ford diffonde grazie anche a iniziative esemplari come il programma Driving Skills For Life.

Driving Skills For Life è un programma di training che Ford porta avanti con successo negli USA da oltre 10 anni e che è stato implementato lo scorso anno in Italia e altri 4 paesi europei (Francia, Germania, Regno Unito, Spagna). Per l’edizione 2014 Ford ha investito 2,3 milioni di euro, incrementati rispetto agli 1,5 milioni di euro del 2013, ed esteso a 2 ulteriori paesi (Belgio e Romania) le attività di training.

Le future edizioni del programma, che sottolinea l’importanza del riconoscimento dei rischi e la gestione corretta di velocità e spazio, saranno integrate da una sessione nel corso della quale i ragazzi proveranno a scattare un «selfie» alla guida in un contesto chiuso e controllato, affiancati da un istruttore esperto Ford.

“Nei test che abbiamo svolto, i ragazzi all’inizio sono scettici, ma quando vedono le conseguenze che queste attività hanno sul comportamento dell’auto, il messaggio viene recepito molto efficacemente”, ha aggiunto Graham. “Le conseguenze di un selfie alla guida sono potenzialmente fatali, ed è cruciale portare questo messaggio ai ragazzi nel modo più efficiente possibile”.

Alessandro Ferri

 

 

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