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Toyota RAV4: un po’ SUV, un po’ crossover, un po’ familiare…

Trazione anteriore e un elastico due litri turbodiesel da 124 cavalli: chi non avesse velleità fuoristradistiche, può orientarsi sulla versione 2WD dello sport utility di Toyota. Che vince in economia, e convince in qualità

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In principio fu il piccolo SUV, nato nel 1994, con tre porte e poco più di tre metri e mezzo di lunghezza (quasi 370 cm, per l’esattezza). Si chiamava RAV4: “4” per via delle quattro ruote motrici, e «RAV» come acronimo di «Recreational Active Vehicle», per esaltare la spiccata vocazione al tempo libero. Quella strana via di mezzo tra un fuoristrada e una grande utilitaria, piacque. E si diffuse anno dopo anno, conquistando schiere di appassionati in un settore che aveva contribuito a consolidare.

Nel 2000 e nel 2006 arrivarono la seconda e la terza generazione, crescendo di volta in volta in dimensioni, importanza, e maturità. E fu così che, da allora, Toyota è riuscita a vendere, nel mondo, oltre 5 milioni di unità (1,3 milioni in Europa, di cui circa 200mila in Italia): oltre il 90% è tuttora in circolazione. La quarta serie del RAV4, presentata nel 2013, non ha quasi più nulla a che spartire con l’omonima progenitrice di vent’anni fa, e non solo per essere venduta su volumi dieci volte superiori a quelli del 1994, rientrando anche tra le prime venti auto vendute nel mondo.

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Oggi il RAV4 è lungo più di quattro metri e mezzo (4,57 per essere meticolosi) e ha il delicato ruolo di competere nell’affollato segmento dei SUV compatti cresciuto in Europa, fra il 2008 e il 2012 – quindi, in una fase storica dove la crisi economica era già entrata nel vivo – di ben il 18 per cento.

D’altro canto, negli ultimi vent’anni, la concorrenza non è stata a guardare: i migliori costruttori del mondo hanno lanciato prodotti costantemente rinnovati nella tecnologia e nell’estetica. Lo dimostra il fatto che se nel 2010, nel segmento dei SUV compatti, erano disponibili 10 diversi modelli, oggi è possibile scegliere tra ben 19. In Europa questo segmento è ancora uno dei pochi in crescita, con le vendite incrementate del 36% dal 2008 al 2013, anno in cui le vendite in Europa hanno totalizzato 848.000 unità, cui si aggiungono ulteriori 387.000 veicoli venduti nella “vicinissima” Russia.

Quattro o due ruote motrici?

Il RAV4 del presente è un veicolo più grande fuori e più spazioso dentro, più confortevole per chi ci viaggia e più rispettoso per l’ambiente circostante. E anche se il più significativo aggiornamento tecnico della quarta generazione riguarda il vero “valore aggiunto” del veicolo, ovvero la trazione integrale, questa volta abbiamo provato la versione di accesso alla gamma. Vale a dire, il RAV4 a trazione anteriore, declinata esclusivamente nella motorizzazione turbodiesel due litri, che eroga 124 cavalli. Non esisteva nulla di simile, nella precedente gamma, sebbene la vecchia versione Crossover (quella senza la ruota di scorta sul portellone, per intenderci) anticipasse, in un certo senso, l’estetica più lineare di un’auto che non esisteva, ma di cui si avvertiva il desiderio. Un’auto che si collocasse a metà strada tra il SUV “prestazionale”, con spiccate predisposizioni fuoristradistiche, e una grande, confortevole familiare, chiaramente destinata a chi non ha specifiche esigenze di percorrere terreni accidentati. La 2WD è quindi rivolta a un’utenza media, “solida” nelle convinzioni, poco o nulla interessata alle prestazioni e non necessariamente proveniente dal mondo SUV. Ma che dei SUV apprezza l’elevata sicurezza, e se proprio deve utilizzare l’auto su fondi innevati, si affida serenamente alle gomme invernali (se serve, alle catene), e a un’andatura prudente. E che non disdegna, infine, di risparmiare circa tremila euro sulla fattura finale, rispetto all’analoga versione a quattro ruote motrici. L’auto oggetto del test – RAV4 2.0 Diesel Active 2WD – è proposta di listino a 27.600 euro. Per avere la 4WD con lo stesso motore ed allestimento, il listino arriva a 30.600 euro. 

Esterni

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Vista dal di fuori, il RAV4 non ha più l’aspetto grintoso che vent’anni fa, oltre a farla diventare un’auto inconfondibile, la rese portatrice di un’identità. Gli stilemi del family feeling di Toyota sono ben evidenti ma, dovendosi orientare ad una larga fascia di clientela, era inevitabile una certa spersonalizzazione. Del resto si sa che, se si vuole piacere a tutti e se si vuole esaltare la flessibilità d’uso, è necessario pagare dazio sull’originalità. La polifunzionalità della RAV4 deriva dalla fisionomia di una grande, robusta e alta familiare, al punto che sembra direttamente derivata dalle “new large”, quel segmento di mercato rappresentato dall’anello di congiunzione tra la station wagon e la monovolume e che, una decina d’anni fa, pareva stesse prendendo piede, fino a orientare in modo marcato gli indirizzi costruttivi dei maggiori produttori mondiale. Il corpo vettura, in ossequio alla richiesta del mercato, è cresciuto di ben 20,5 centimetri, ed è più largo di 3,3 cm e più basso di 2,5 cm, per la gioia degli occupanti che dispongono di maggiore spazio. Soffermandosi sulle apparenze estetiche, non possiamo non apprezzare l’eleganza del frontale, reso inconfondibile dalla calandra che si armonizza con la linea dei proiettori, fino ad avvolgere l’auto e unirsi alla linea posteriore.

Interni

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In linea con la tradizione Toyota, finiture e rivestimenti interni sono di ottima fattura e soddisfano anche la clientela più esigente. Avremmo però apprezzato un maggior numero di spazi disponibili per depositare telefono, guanti e piccoli oggetti.

La spettacolare apertura motorizzata permette di accedere a un grandissimo vano bagagli, che offre una volumetria di 547 o 1.746 litri disponibili (a seconda se si ribalti il sedile posteriore), cui si aggiungono ulteriori 100 litri, di un vano sotto il pavimento. Il confortevole divano posteriore (frazionabile nella consueta suddivisione un terzo/due terzi) può anche inclinarsi all’indietro, permettendo così ai passeggeri di viaggiare più comodi. Gli interni sono gradevoli non solo per l’abitabilità – migliorata, come detto, per il maggiore spazio a disposizione – ma anche per i materiali soft touch che rivestono la plancia e i pannelli porte, e per la cornice in metallo satinato, direttamente “ereditata” dalle più esclusive Lexus, il brand più nobile di Toyota. Leggermente stridenti, con un insieme impreziosito dall’illuminazione degli indicatori e dalla ricchezza dei comandi, la linea del quadro strumenti, forse un po’ troppo austera. Per il resto, si ritrovano quella robustezza e quella sobrietà ben conosciute, che sono state la fortuna, meritata, del costruttore giapponese.

Il test su strada

Il motore due litri turbodiesel è stato rivisto, nel 2012, nelle tarature e nell’erogazione di potenza, ridotta da 126 a 124 cavalli a favore dell’elasticità di marcia e dei consumi. Dopo averlo provato, con buoni risultati, sull’Avensis station wagon, eravamo curiosi di vedere il comportamento sul più imponente – e meno aerodinamico – corpo vettura della RAV4. E alla prova dei fatti, il responso è positivo.

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Su strada extraurbana, il nuovo RAV4 con cambio manuale a 6 marce consente di muoversi con ragionata disinvoltura, senza eccessi. Nel corso di una prova avvenuta anche su tracciati autostradali e in città, dove l’auto ovviamente non è del tutto a suo agio per la mole, malgrado il gradevole sterzo, servoassistito elettricamente e abbastanza preciso, il consumo medio si è attestato su un valore dichiarato di poco inferiore ai 6 litri per 100 chilometri. Sorprendente la silenziosità di marcia, ma è da non sottovalutare il rollio in curva, specie quando si dimentica di essere al volante di un’auto non propriamente utilitaria, dall’altezza da terra non indifferente, e dalla massa dichiarata di 1.610 kg (contenuta per il tipo di auto, ma non in assoluto).

Da manuale, comunque l’eccellente tenuta di strada, e la mancanza della minima perdita d’aderenza, perfino sui fondi difficili e neanche per evitare le tante buche delle strade di Roma. Saldamente ancorata all’asfalto, il RAV4 di ultima generazione può sempre contare poi sull’apporto invisibile ma efficace dei noti dispositivi elettronici, quali il controllo della stabilità VSC e della trazione TRC, che accrescono notevolmente il livello di sicurezza nelle situazioni più rischiose.

La Casa dichiara 180 km/h di velocità massima, che in qualche caso si riesce a superare, l’accelerazione da 0 a 100 km/h avviene in 10,5 secondi, mentre il consumo medio è di poco superiore ai 4,9 litri/100 km. Buona la coppia massima di 310 Nm che arriva già a 1.600 giri/min.

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Presa confidenza con la straordinaria elasticità del motore, ben assecondato dall’ottima spaziatura dei rapporti del cambio (innesti privi di incertezze), al guidatore viene istintivo impostare un’andatura in souplesse. 

Accessori

La Toyota RAV4 2WD provata dispone di serie, di airbag frontali, laterali ed a tendina, ABS con EBD, climatizzatore automatico bi-zona, impianto stereo con CD, MP3 con display da 6,1’’ con comandi al volante, cruise control, controllo elettronico della stabilità VSC e della trazione TRC, specchietti regolabili e riscaldabili elettricamente, sensore pioggia e crepuscolare, fari fendinebbia, assistenza alla partenza in salita HAC, telecamera posteriore, cerchi in lega da 17’’ e luci diurne a LED.

Sugli allestimenti superiori – Style e Lounge – tra le principali novità troviamo il portellone con sistema servomeccanico elettrico di apertura, opportunamente annunciato da un segnale sonoro che richiama tanto, anche per l’effetto indotto dai meccanismi di chiusura, la sensazione di trovarsi vicino a una vettura della metropolitana, in quel momento in cui si chiudono i portelli, e inizia il viaggio verso la fermata successiva

Tra gli optional, previsti in gamma i fari Xeno con lavafari (600 euro), sistema di navigazione satellitare e la vernice metallizzata (550 euro). Utilissimo anche il pacchetto TECH che comprende il dispositivo di assistenza alla guida (Blind Spot Monitor), che copre l’angolo cieco del retrovisore esterno segnalando il sopraggiungere di un altro veicolo con una spia luminosa, il sistema di fari abbaglianti automatici, il sistema di allarme e spia luminosa, come parte integrante del Lane Departure Alert, un sistema di sicurezza che avvisa del cambio di carreggiata senza l’utilizzo delle frecce, ed il Sistema di avviso degli ostacoli posteriori (RCTA). Quest’ultimo sistema durante la retromarcia, utilizzando un apposito radar, è in grado di individuare e segnalare eventuali ostacoli o veicoli che si trovano nei punti ciechi, che non potrebbero essere rilevati tramite specchietti retrovisori e telecamera posteriore.

[ Alessandro Ferri ]

 

 

 

RAV4: 4 generazioni, un’evoluzione lunga venti anni

La prima generazione del Toyota RAV4 entra in produzione nel 1994, e viene costruita fino al 2000.

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È il primo Urban 4×4, ed è lanciato inizialmente nella versione a tre porte, e disponibile anche nella versione con capote in tela. Compatto (3,69 m) e leggero, ha un motore 2 litri benzina da 129 cavalli, montato trasversalmente senza marce ridotte, trazione integrale permanente, telaio monoscocca, sospensioni posteriori indipendenti, e dimensioni totali sufficientemente compatte per garantire manovrabilità e facilità di accesso e di uscita. La seduta alta garantisce un’ottima visibilità.

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Nel 1996 viene introdotta la versione a cinque porte (lunga 4,10 m) e, nel 1997, il primo RAV4 Electric Vehicle, prodotto fino al 2000 per il mercato statunitense. Il target della clientela è composto da single e da coppie.

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La seconda generazione, più rivolta alle coppie e alle giovani famiglie, va dal 2000 al 2006: lanciato nella versione 3 e 5 porte, più lunghe rispettivamente di 5,5 cm e 4,0 cm rispetto alla prima generazione, il RAV4 è ora offerto nella motorizzazione 2 litri benzina da 150 cv, con trazione integrale permanente con differenziale centrale LSD ad accoppiamento viscoso, e differenziale Torsen sull’assale posteriore disponibile a richiesta.

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Nel 2002, finalmente, il primo diesel 2 litri, D-4D.

Nel 2006 arriva la terza generazione: ha un nuovo pianale, ed è proposta solo con 5 porte. La lunghezza totale è incrementata di 19,0 cm per la versione standard.

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I motori sono 2.0 a benzina e 2.2 diesel. Il nuovo sistema di trazione integrale è controllato elettronicamente sulla base della velocità, dell’accelerazione, dell’angolo di sterzata e dell’accelerazione laterale. Presente anche il controllo assistito per partenza in salita/discesa.

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Cambia anche il target: il RAV4 è rivolto a coppie con figli, o con figli adulti, e sarà così anche per la quarta generazione, introdotta nel 2013, con cinque porte e passo unico per tutti i mercati. La lunghezza totale, rispetto alla precedente versione, è incrementata di 23,5 cm.

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Resta il 2 litri a benzina, mentre i diesel sono 2 e 2,2 litri. Presente il controllo dinamico della trazione AWD (sulla base della velocità, dell’accelerazione, dell’angolo di sterzata e dell’accelerazione laterale) con modalità di guida “Sport”, e il controllo assistito per le partenze in salita e la marcia in discesa.

 

 

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