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Great Wall H6, l’europeizzato…

Al debutto il nuovo SUV born in China ma made in Bulgaria. Lodevole l’iniziativa “World Tour 2014 by Great Wall Motors”

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Il nuovo Haval  6 della Great  Wall sarà presentato nel corso del mese e commercializzato nel nostro paese dalla Eurasia Motor  Company  S.p.A. a partire da aprile.

Nel campo dei fuoristrada questo nuovo Haval 6 rappresenta per la Great Wall il primo passo nel mondo dei mezzi non da lavoro; sino ad oggi infatti la produzione della Casa cinese era concentrata sulle varie versioni del già noto pick-up Steed 5. Un ampliamento importante non solo dal punto di vista commerciale ma anche da quello concettuale e strategico in quanto prodotto direttamente in Europa e più precisamente in Bulgaria.

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Una “europeizzazione” che fa meglio comprendere come la Great Wall abbia interpretato il concetto di globalizzazione alleandosi con un’azienda in loco ed investendo per produrre, come del resto fanno tutti i grandi costruttori, all’interno dei mercati che intende servire, ma torniamo all’H6: SUV europeo dunque, nella qualità tecnico-costruttiva che, negli anni degli esordi dei costruttori cinesi sui mercati occidentali, non corrispondeva agli standard attesi.EST 2

La situazione si è oggi notevolmente evoluta e questo SUV dimostra ad un esame al momento solamente documentale, un notevole passo in avanti sia sotto il profilo estetico, grazie ad un design sobrio ed elegante e sia negli interni, che potremmo definire allineati agli standard occidentali. Quanto alle caratteristiche tecniche ricordiamo che le dimensioni (lungo, largo ed alto rispettivamente 4,64 – 1,82 – 1,74 m) lo posizionano nella gamma dei SUV medio grandi mentre la motorizzazione è basata sul collaudato 2 litri turbodiesel common-rail da 143 cv con una coppia massima di 310 Nm. Interessante la trazione, “torque on demand”, ed il fatto di poter scegliere tra le versioni a due o quattro ruote motrici ciascuna delle quali disponibili in due allestimenti (“One” e “Star” per la versione 2WD e “Star” e “Premium” per quella 4WD).

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Vale sottolineare i notevoli sforzi compiuti per adeguare agli attuali standard occidentali anche gli interni che, oggi, sembrano soddisfare le attese.

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 L’avventura europea

Dallo scorso autunno la Casa cinese sta producendo il SUV H6 ed il pick-up Steed 5 negli stabilimenti di Bahovitsa, nella provincia di Lovech, a 150 chilometri di Sofia nella Bulgaria centro settentrionale, gestito dalla società bulgara Litex Motors, con la quale la Great Wall ha stipulato questo accordo nel settembre del 2010. La fabbrica è attiva dal 2012, ma solo da poco è stato completato un nuovo stabilimento da 500.000 metri quadrati e 2.000 dipendenti, con una potenzialità produttiva di 50/60mila veicoli l’anno destinati a diversi paesi europei, fra i quali l’Italia che sino ad oggi ha importato i circa 9.000 veicoli Great Wall direttamente dalla Cina.

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Alla fabbrica bulgara, che ha ottenuto lo scorso ottobre la certificazione ISO 9001, vanno riconosciuti due primati: è stata la prima fabbrica europea di un Costruttore cinese nonché la prima fabbrica di auto realizzata in Bulgaria.

Un’iniziativa lodevole: il World Tour 2014 by Great Wall Motors

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Eurasia, il team 7milamiglialontano e sette associazioni benefiche, hanno organizzato la circumnavigazione del globo che li vedrà attraversare più di quaranta paesi all’insegna della solidarietà. Gli equipaggi saranno sette, uno per ciascuna delle associazioni coinvolte (Amici della Zizzi, ANT, Casa delle Donne, Centro Aiuti per l’Etiopia CESVI, COOPI, Emergency), mentre i mezzi saranno gli stessi per tutta la durata di questo raid benefico: un pick-Up Steed e il nuovissimo H6, entrambi in versione 4×4 e con motore turbo diesel 2 litri da 143 cv.

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Una verifica probante sia per l’elemento umano che per quello meccanico che dovranno affrontare un percorso che si snoderà lungo tracciati importanti per la storia dell’umanità come la via della Seta (Europa – Asia), le vie che attraversano dal nord al sud il continente americano (Canada – Terra del Fuoco) per finire con l’attraversamento del continente africano la cui instabilità e turbolenza ha fatto spostare in centro-sud America la famosa (ed ormai ex) Parigi-Dakar.

Il raid (o forse lo si potrebbe più correttamente definire “missione”) partirà il prossimo 15 giugno e durerà all’incirca un anno nel corso del quale chi vorrà potrà sostenere le associazioni coinvolte acquistando una parte del percorso attraverso donazioni effettuabili sul sito www.7milamiglialontano.com. Eurasia, importatrice ufficiale del marchio Great Wall in Italia per parte sua oltre ha fornito i due mezzi che, al termine di questa missione, verranno donati: un grande prova di civiltà ed impegno sociale da parte di tutti i partecipanti.

Giovanni Notaro

 

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