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Il Diesel Dual-fuel di Landi Renzo

Positiva prova su strada del Fiat Ducato 3.0 Maxi by Landi Renzo che ha viaggiato, in occasione dell’Ecorally San Marino-Città del Vaticano, con una miscela composta da gasolio e metano 

Un asso nella manica contro CO2 e polveri sottili ma anche scacco matto alla rottamazione precoce, il che – in questi tempi di crisi – aiuta non poco i piccoli imprenditori. È la soluzione offerta dalla farm Landi Renzo.

A differenza della distribuzione Bi-fuel, che permette su mezzi a benzina “l’alternativo” utilizzo di due tipi di carburante, quella Dual-fuel – realtà molto più giovane ma oramai acquisita – è stata appositamente concepita per i motori diesel e prevede la contemporanea combustione dei due tipi di combustibile in camera di scoppio con un grado di sostituzione media del gasolio con il metano che può arrivare fino al 60%; questo, tradotto in termini pratici, corrisponde, secondo la Landi Renzo, ad un abbattimento fino al 14% per la CO2 e fino al 40% del PM10 (le famigerate polveri sottili) mentre, in termini di resa, si ha un risparmio nel costo del carburante che può arrivare fino al 30% abbinato ad un aumento dell’autonomia del 18%; il tutto mantenendo inalterate la durata e le prestazioni dichiarate dal costruttore per il motore originario.

Un deciso contributo non solo per le tasche sempre più vuote degli specifici utenti, ma anche – e soprattutto – per la salute pubblica in termini di minori emissioni di particolato proveniente dal parco circolante in particolare cittadino. Certo che per migliorare la qualità dell’aria occorrerebbe agire forse più velocemente anche sul fronte degli impianti di riscaldamento obsoleti, delle vecchie centrali e via dicendo.

Il DDF di Landi Renzo 

La centralina elettronica Diesel Dual Fuel

Il kit Landi Renzo è utilizzabile su ogni tipo di motore diesel (da EuroO ad Euro4) con pompa meccanica o con iniezione elettronica. Cuore di questa trasformazione è la centralina che programma e gestisce una combustione energeticamente equivalente a quella originale calcolando – in tempo reale e per l’intero arco di funzionamento del propulsore – il corretto e costante punto di equilibrio fra la quantità di gasolio da ridurre e quella di metano da iniettare; le proporzioni dei combustibili in miscela (il metano può arrivare sino ad un massimo del 70% ed il gasolio, di conseguenza ad un minimo del 30%) vengono calcolati tenendo istantaneamente conto dei valori di carico motore, temperatura e pressione.

Rail iniettori

Landi Renzo ha impostato la programmazione in modo da fornire le massime quantità di metano alle più gravose condizioni di utilizzo (elevato carico motore ai massimi regimi di coppia) in modo da abbattere, in particolare proprio in coincidenza di questi picchi, emissioni e consumi.

La miscela arriva in camera di combustione attraverso un gruppo di iniettori omologati R67.01 ed ECE R110, utilizzati nei sistemi di alimentazione GPL e Metano per dosare precisamente l’iniezione del combustibile allo stato gassoso minimizzando i tempi di apertura e di chiusura, cosa che permette di ottimizzare la gestione dei transitori motore e, da un punto di vista di quotidiana praticità, guidabilità, emissioni e consumi del veicolo stesso.

Riduttore NG2-2

Gli altri elementi del kit sono il riduttore NG2-2 e il commutatore/indicatore.

Il primo è un bi-stadio a membrana, compensato, con scambiatore di calore acqua-gas, filtro, elettrovalvola gas e valvola di sicurezza. La sua taratura – ad una pressione di erogazione di 2 bar (200 kPa) che è superiore alla pressione presente nei condotti di aspirazione – permette una portata nominale di 30 kg/h.

Il secondo è un modulo di comando elettronico che agisce come selettore a 2 posizioni a Led (Dual-fuel/full Diesel) e come visualizzatore a 5 Led della quantità di gas presente nel serbatoio. Il commutatore/indicatore è dotato di un buzzer (segnalatore acustico) che entra in funzione all’esaurirsi del gas metano oppure in condizioni di bassa pressione.

Gli effetti del kit Landi Renzo sul Fiat Ducato 3.0

● Capacità di carico: l’impatto di questa installazione sulla portata del mezzo è nullo grazie alla collocazione sotto al pianale delle tre bombole (n.2 da 40 litri + n.1 da 30 = 110 litri pari ad una percorrenza – a miscela gasolio/metano – di circa 450 km).

Commutatore-Indicatore con Led e buzzer

● Abitacolo: l’unica differenza avvertibile nell’abitacolo, perlomeno nell’esemplare in prova, è la collocazione, sulla sinistra del volante, del commutatore/indicatore, la cui funzione – visto che la commutazione da miscela a gasolio avviene automaticamente – è evidenziata da Led che si spengono al decrescere della quantità di carburante alternativo residuo negli appositi contenitori.

● Corpo vettura: non viene toccato in alcun modo in quanto l’imbocco della valvola di carico del gas è collocata all’interno dello sportellino del rifornimento del gasolio. 

Su strada

Il Ducato, alla prova dei fatti, non evidenzia sostanziali differenze tra la versione a gasolio e quella DDF che mantiene le medesime e più che buone prestazioni del modello di base.

L’equipaggio Schermi-Notaro all’arrivo dell’Ecorally alla Città del Vaticano

Il quattro cilindri 3 litri, 157 cv e 400 Nm a 1.700 giri/minuto (160 km/h la velocità massima) conserva le sue buone doti di ripresa e accelerazione mentre i costi scendono sensibilmente: nei circa 600 km percorsi in modalità “dual”, abbiamo calcolato un consumo contemporaneo di poco inferiore ai 5 litri/100 km di gasolio ai quali si aggiungono circa 3,9 kg/100 km di metano.

Siamo partiti da San Marino con un pieno di gasolio che non abbiamo mai rabboccato, arrivando a Roma con metà serbatoio, mentre abbiamo rabboccato in tutto circa 34,3 kg di metano con un costo totale di 34 euro (costo/kg 0,989) arrivando nella Capitale con ancora tre quarti del pieno disponibile (circa 82,5 kg). Per i dati sulle emissioni facciamo fede su quelli evidenziati da Landi Renzo e citati in apertura (CO2 meno 14% e PM10 meno 40%).

Ottimi, considerate le dimensioni del mezzo, tenuta di strada, frenata ed iscrizione in curva.

Il grande e pratico abitacolo è omologato per tre persone che hanno a disposizione in plancia e sugli sportelli numerosi vani di forme e dimensioni diverse (le tasche laterali poste in basso, in corrispondenza della pedana interna di accesso, non sono raggiungibili in marcia). Il cruscotto è semplice, essenziale e ben visibile mentre la disposizione dei comandi è classicamente concentrata sulla consolle centrale e sulla sinistra del volante.

Il posto guida del Ducato si fa apprezzare per le grandi finestrature, per il comfort del sedile, che non stanca nell’utilizzo prolungato, e per la posizione rialzata che favorisce la visibilità anteriore. Quella posteriore, fruibile solo attraverso i grandi retrovisori esterni, è influenzata dagli ingombri ma, con un  po’ di attenzione, ci si fa velocemente l’occhio.

Il cambio a leva corta, posizionato sulla consolle, è pratico da azionare e preciso negli innesti; la frizione non è pesante e stacca molto bene, con giusta gradualità ma occorre far fare al piede l’abitudine al pedale la cui collocazione “molto orizzontale” non facilita – almeno nei primi chilometri – la modulazione. Un appunto va fatto alla collocazione del freno a mano, posto alla sinistra del posto di guida; la lunghezza della leva, se da una parte minimizza lo sforzo di trazione, dall’altra potrebbe interferire con l’abbigliamento del guidatore.

Su questi mezzi a guida alta, una volta aperto lo sportello, spesso si ruota sul sedile e ci si lascia scivolare verso il basso: è una manovra comoda ed istintiva, soprattutto per le persone di statura medio-alta: ebbene, la leva tirata su qualche istante prima, è lì che ti aspetta in agguato, poco al di sotto del bordo sinistro del sedile; comunque dopo un paio di contatti ravvicinati, la piccola attenzione in discesa diverrà una difesa automatica e la cosa verrà derubricata a semplice ricordo.

Giovanni Notaro

 

 

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