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Dakar 2014: l’Odissea

Giunta alla sua 6° edizione in Sud America, la Dakar continua ad affascinare ed entusiasmare i tanti appassionati di motori. Quest’anno il tracciato, vero e proprio test di resistenza per equipaggi e mezzi, coprirà ben 9.000 km, partendo da Rosario in Argentina per concludersi a Valparaiso in Cile 

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Saranno oltre 450 gli equipaggi che si daranno battaglia in questa 35° edizione della Dakar e a meno di una settimana dall’inizio della gara di rally più famosa del mondo, quasi tutte le squadre hanno raggiunto il Sud America. Tra i paesi che verranno attraversati dalla corsa, oltre ad Argentina e Cile è stata quest’anno inserita anche la Bolivia (ventottesima nazione ad ospitare una prova della Dakar), paese che ospiterà una tappa di tipo “marathon”. In sostanza questa nuova formula prevede che i piloti sostino per due sere in un parco chiuso nel deserto, senza assistenze meccaniche di alcun tipo.

La prima tappa marathon – San Rafael/Chilecito – sarà di 1.228 km, mentre la seconda, da 1.474 km, andrà da Salta a Calama, per un totale di 2.702 km. Quindi un maggiore impegno sia fisico che mentale che molto probabilmente favorirà i piloti più allenati e determinati a conquistare la vittoria finale. Oltre a ciò è prevista un’altra novità che dovrebbe (si spera) innalzare il limite di sicurezza su cui si è tanto dibattuto nella travagliata storia di questa corsa.

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Il percorso per auto e camion sarà in parte diversificato da quello di quad e moto, solamente la metà del tracciato sarà in comune, una scelta questa che oltre a contenere di parecchio i costi in termini di logistica di gara sarà probabilmente vincente sul piano della sicurezza, sia per i piloti che per gli spettatori. Come detto questa edizione della Dakar impegnerà i partecipanti per oltre 9.000 km, 5.000 dei quali formati da tappe speciali e da massacranti trasferimenti giornalieri. La lunghezza, l’altissima concentrazione ed il costante impegno fisico richiesto agli equipaggi, che dovranno essere ottimamente preparati, ha già fatto guadagnare a questa Dakar, ancor prima del via, il soprannome di “Odissea”.

Le Auto 

L’auto da battere sarà sicuramente lei, la Mini ALL4 Racing del Team Monster Energy X-Raid (http://www.motori360.it/19980/le-mini-all4-racing-alla-dakar/), un “giocattolone” che grazie a Stéphane Peterhansel ha trionfato nelle edizioni del 2012 e del 2013.

Stéphane Peterhansel

Stéphane Peterhansel

Naturalmente l’ex motociclista transalpino sarà pronto a scendere in campo anche quest’anno e sarà affiancato da una squadra di tutto rispetto. Il team ufficiale sarà completato da Nani Roma, Nasser Al-Attiyah,  Orlando Terranova e Krzysztof Holowczyc (quest’ultimo vincitore del recente campionato FIA Cross Country Rallies), piloti determinati e pronti al tutto per tutto. In totale (inclusi quindi i privati) le Mini X-Raid saranno 11, tra cui segnaliamo anche un equipaggio cinese, supportato dal Team Mini Cina.

La concorrenza non starà certo a guardare, tra i competitors più agguerriti c’è Carlos Sainz (due volte campione del mondo WRC), che sarà alla guida di un Buggy (http://www.motori360.it/19385/carlos-sainz-alla-dakar-2014/) con i colori Red Bull gestito dal team di Philippe Gache.

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L’auto è una vera è propria belva, capace di sprigionare 420 cavalli scaricati a terra sulle sole ruote posteriori, un mezzo interamente costruito a mano, con un telaio tubolare in alluminio e una carrozzeria in fibra di carbonio. foto 7Anche la Ford (http://www.motori360.it/19041/la-ford-alla-dakar-2014/) darà battaglia con due Ranger (il noto pick-up) motorizzati Mustang, preparati appositamente presso l’atelier Woolridge Motorsport, sono capaci di 353 cavalli di potenza e di una velocità massima di 170 km/h, il tutto per meno di 2 tonnellate di peso. La scelta degli equipaggi è ricaduta su Lucio Alvarez/Ronnie Graue e Chris Visser/Japie Badenhorst.foto 8

Un cenno lo merita anche la PanDakar, vettura che nel 2007 l’Abarth aveva portato al debutto grazie ad una simpatica idea nata in Fiat insieme con il pilota Miki Biasion. È la vettura più piccola a prendere parte alla corsa e verrà affidata all’equipaggio composto da Giulio Verzelletti e Antonio Cabin. La struttura è stata pesantemente irrobustita mediante un roll-bar di protezione interno, mentre il diesel da 1.900 cc di cilindrata è stato potenziato fino a 180 cavalli.

Le Moto 

Mai come quest’anno la Dakar delle moto si preannuncia davvero agguerrita, i piloti sono tanti e tutti ben determinati. Il team Red Bull KTM Factory Racing (la casa austriaca esce vincitrice dalle ultime 12 edizioni) sembra sulla carta il favorito, ma Yamaha, Honda e Gas Gas sono pronte a giocarsi le loro carte.

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I rider KTM saranno il tre volte vincitore della Dakar Marc Coma, il portoghese Ruben Faria, secondo nel 2013, e il cileno Francisco “Chaleco” Lopez.

Marc Coma and Kurt Caselli - Red Bull KTM Factory Team - Action

La Honda ritorna in gara dopo due decenni di assenza e schiera in gara un plotone di cinque agguerriti piloti il cui obbiettivo è, come dichiarato da Katsumi Yamazaki Direttore del team HRC Rally, la vittoria.

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L’uomo chiave sarà il velocissimo Joan Barreda a cui si affiancheranno i due portoghesi Helder Rodrigues e Paulo Goncalves, il britannico Sam Sunderland e l’argentino Javier Pizzolito.

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Yamaha ha dal canto suo presentato il suo cavallo di battaglia solo qualche settimana fa, si tratta della YZ450F Rally con cui Cyril Despres andrà a caccia del suo 6° trionfo.

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Il pilota francese dopo aver militato nella squadra austriaca e aver conquistato ben 5 Dakar (l’ultima la scorsa edizione), tenterà di riportare in alto i colori Yamaha dopo anni di predominio KTM. Ad aiutarlo in questa difficile impresa saranno i suoi compagni di squadra Olivier Pain e Frans Verhoeven.

Anche la Casa iberica Gas Gas si appresta ad affrontare la corsa in veste ufficiale, schierando sulla linea di partenza quattro piloti tutti spagnoli: Gerard Farrés, Marc Guasch, Dani Oliveras e Miguel Puertas.

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A fare da contorno al team, gestito da Ramon Puente, ci saranno anche altre cinque Gas Gas EC 450 private.

I Camion 

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Saranno 76 i camion a prendere parte a questa edizione della Dakar, non molti se si considerano i numeri delle passate edizioni africane. Quello che fa notizia è comunque la scarsa adesione degli italiani in gara in questa categoria, colpa della crisi o altro, sta di fatto che a tenere alta la nostra bandiera ci penseranno solamente Giuseppe Simonato, a bordo dell’Iveco Daily 4×4 e Dario Mondellini su Mercedes Unimog, entrambi a fare da supporto alle piccole Fiat del team Pandakar.

MAN con 17 mezzi è la casa che schiera il maggior numero di veicoli, seguita da Ginaf, Daf, Mercedes e Tatra. Anche se risulta difficile fare previsioni, gli Iveco del Team De Rooy Petronas avranno buone possibilità di giocarsi la vittoria. Il pilota olandese leader del team, e già vincitore della Dakar 2012, sarà a bordo dell’Iveco Powerstar, mentre Hans Stacey, Pep Vila ed il francese Jo Adua, saranno a bordo degli Iveco Trekker; quest’ultimo, premiato con il prestigioso riconoscimento “International Truck of the Year 2013”, è dotato di un propulsore Cursor 13 FTP Industrial sei cilindri in linea da 13 litri, capace di 900 cavalli e di una coppia di 3.800 Nm a 1.100 giri/min.

Lorenzo Gentile   

 

 

 

 

 

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