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Pikes Peak 2013: Peugeot e Loeb sugli scudi

Il nove volte campione del mondo francese, dopo aver primeggiato nelle prove ufficiali, con un tempo strepitoso demolisce il record 2012 della cronoscalata americana 

 loeb sale in macchina

Il nove volte campione del mondo rally Sebastien Loeb, grande favorito dopo aver dominato nelle qualifiche, ha vinto, al volante della sua Peugeot 208 T16 Pikes Peak da 875 cavalli, in 8’13”,878 ad una media di 87,871 miglia orarie (140 km/h).

Già nelle prove ufficiali Loeb aveva fermato i cronometri, nella prima sessione – effettuata su una porzione di percorso – su uno strepitoso 3′26″728 per poi concludere anche la seconda sempre in prima posizione staccando nelle due manches rispettivamente di 23 e 17” il connazionale R. Dumas sulla Norma M20FC PP motorizzata Honda, ritiratosi nella corsa odierna dopo aver causato una breve interruzione della gara.

1DX_8084Ma oggi, nel giorno della verità, Loeb ha letteralmente demolito il precedente record (9’46”164) di Rhys Millen che nel 2012 era stato il secondo pilota in assoluto a scendere, con la sua Hyundai Genesis Coupé, al di sotto dei 10 minuti. Ricordiamo, a questo proposito che lo scorso anno Millen, nonostante un tratto finale percorso sotto la pioggia, fu comunque favorito dal percorso che per la prima volta nella sua storia era interamente asfaltato mentre nel 2011 il giapponese Nobuhiro Tajima, primo ad infrangere con 9’51”278 il muro dei 10 minuti, lo aveva fatto sul percorso tradizionale, in parte asfaltato ed in parte ancora sterrato.

Rhys Millen oggi, al volante della sua Hyundai Genesis Coupé PM580T spinta da un V6 turbo da 3.8 litri da 900 cv ed oltre 1.000 Nm di coppia massima, ha comunque battuto se stesso abbassando il tempo dello scorso anno di oltre 43” chiudendo il percorso in 9.02.192.

pikes-peakBuona anche la prova del francese Jean Philippe Dayraut – 4 volte vincitore del Trophée Andros di velocità su neve e pilota di vetture Turismo e GT attualmente impegnato nel WTCC – che ha fermato i cronometri su un ottimo 9.42.740 al volante di una Mini Countryman che, pur vantando potenza (900 cv), peso (900 kg)  e quindi rapporto peso/potenza (1:1) del tutto allineati a quelli dei concorrenti citati, non era almeno in apparenza aiutata da un’aerodinamica all’altezza di quella delle due concorrenti di cui sopra.

Alla cronoscalata americana ha corso veramente di tutto: ben 11 sono infatti le categorie ammesse: dalle Unlimited (esemplari anche unici senza limiti di potenza ma con – logicamente – rigide prescrizioni di sicurezza) alle Mini Sprint (simili alle unlimited ma con restrizioni in tema di potenza massima), dalle Open Wheel (Buggyes e Monoposto) alle Super Stock (Stock cars con non più di 10 anni) ed alle 4×4 a loro volta suddivise in Pro-trucks (Pick-up e 4×4) e Time-attack 4wd (4×4 di produzione), ed ancora Time-attack 2wd (2RM di produzione), Exhibition Car&Truck (Auto e Camion con nuove tecnologie o alimentati da carburanti speciali), HPSS (Vetture di serie dotate dei soli equipaggiamenti di sicurezza) ed infine le Vintage (Veicoli d’epoca).

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Tornando alla coppia vincente (Loeb-Peugeot) il pensiero, che inevitabilmente si riallaccia anche all’antenata vincente 405 T16, corre alla 208 di serie, della quale questo mostro da salita conserva alcuni decisi richiami estetici ma solamente una vaga somiglianza effettiva, ed alle sue eccezionali caratteristiche tecniche che vanno dall’alettone posteriore, preso pari pari dalla 908 prototipo, al motore montato in posizione posteriore centrale V6 Biturbo da 3,2 litri e 875 cv al peso di 875 kg (rapporto peso/potenza 1:1) alla compattezza complessiva (lunghezza 4,5 metri, altezza 1,3 e larghezza 2 metri esatti) alla ciclistica (sospensioni a doppio triangolo sovrapposto e puntoni di reazione, dischi freno anteriori da 380 mm e posteriori da 355, con cerchioni in magnesio da 18 “): una formula uno da salita che oggi ha dato tutti i suoi frutti e che vi riproponiamo nel seguente filmato relativo alle prove della 208 in loco: http://www.youtube.com/watch?v=ouQ-KFv7jLk

Giovanni Notaro

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