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BMW Serie 3 Gran Turismo: la prova su strada

Ecco come va la terza variante della Serie 3: più grande e confortevole, si guida con lo stesso piacere della berlina a dispetto di un baricentro più alto. Prezzi da 37.990 euro

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[Alberobello] – Come dei moderni “dottor Frankenstein” ingegneri e designer BMW hanno lavorato alla creazione di una Serie 3 mai vista prima, mettendo insieme le caratteristiche di sportività e piacere di guida della berlina, la funzionalità della Touring e l’abitabilità di una… Serie 5! Il risultato si chiama Serie 3 Gran Turismo, la terza (e ultima) declinazione di una famiglia di vetture che da questa versione non avrà più le varianti sportive coupé e cabrio alle quali è destinato un numero pari: si chiameranno Serie 4.

Buona la seconda

Non è la prima volta che BMW si cimenta con una versione “alternativa”, è già successo tre anni fa con la controversa Serie 5 GT. Ma questa è un’altra storia e osservandola dal vivo si capisce il perché. La sensazione generale è quella di una vettura imponente ma slanciata, con volumi e proporzioni equilibrate; il frontale sembra identico alle altre “3”, invece gruppi ottici e “doppio rene” sono più grandi, mentre il taglio del posteriore – quasi da coupé – ricorda quello della X6. E poi c’è l’altezza da terra, rispetto alla Touring i centimetri in più sono ben otto, ma questo è niente rispetto alla lunghezza, che con 482 cm proietta la 3 GT in zona Serie 5.

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La “3” che mancava 

E ora la domanda delle domande: c’era proprio bisogno di una terza variante della Serie 3? La risposta è sì e la spiegazione è tutta… al posteriore. Dietro una 3 berlina si sta comodi in due (purchè non siate degli spilungoni), mentre la presenza di un eventuale passeggero centrale renderebbe lo spazio per le spalle assai limitato. Ma sulla Gran Turismo è tutta un’altra storia. Dietro ci sono 72 mm di spazio in più per le gambe, una maggiore larghezza dell’abitacolo e parecchi centimetri in più per la testa, oltre alla funzionalità del divano posteriore con schienale regolabile. Nel resto dell’abitacolo si respira la stessa aria delle altre “3”, plancia e strumentazione sono identiche.

Ci guadagna lo spazio 

Tanto spazio in più per i passeggeri e altrettanto per i bagagli, con un vano di carico che lievita di 20 litri rispetto alla Touring, arrivando a quota 520, ampliabili fino a 1.600 abbattendo i sedili posteriori, operazione eseguibile tirando due pratiche maniglie posizionate sotto la cappelliera. Quest’ultima è composta da due pannelli rimovibili e collocabili sotto il piano in moquette, in caso di carichi ingombranti. E per chiudere il pesante portellone, basta premere un pulsante e vien giù da se, una bella comodità proposta di serie, mentre a richiesta c’è un sensore che rileva il nostro piede in prossimità del paraurti posteriore e apre da solo il bagagliaio.

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DNA inconfondibile 

Se le considerazioni fatte in precedenza sullo spazio a bordo e la praticità possono far piacere ai padri di famiglia con prole e bagagli al seguito, ai “bmwisti” duri e puri interessa sapere se la 3 GT sia una vera BMW anche dal punto di vista dinamico. E anche in questo caso la risposta è affermativa. E prendendo come “benchmark” la coinvolgente e precisa berlina, la differenza non è poi tanta, c’è giusto un po’ di rollio in più causa baricentro rialzato e un aggravio di peso di circa 65 kg in più rispetto alla Touring.

Piacere di guida intatto

Dettagli che non compromettono il proverbiale piacere di guida delle auto bavaresi, che ritroviamo intatto su questa Gran Turismo: lo sterzo (con Servotronic) è preciso e piacevolmente sensibile, i freni potenti e ben modulabili, mentre l’assetto tiene incollata alla strada la vettura. Un consiglio, i cerchi da 19 pollici saranno anche belli a vedersi, ma sulle sconnessioni trasmettono reazioni secche da auto sportiva, perciò meglio prenderla con i 18. Per quanto riguarda l’insonorizzazione, invece, nessun disagio acustico e la cosa non sorprende, vista la meticolosa cura aerodinamica fatta di sfoghi laterali per deviare i flussi dell’aria e spoiler posteriore che fuoriesce oltre i 110 km/h.

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La 320d è un mix perfetto… 

Durante il test drive svolto tra le strade della Puglia, abbiamo saggiato due motorizzazioni. La prima è senza dubbio la più equilibrata per la vettura: si tratta dell’eccellente 320d dotata del 2 litri diesel da 184 cv e 380 Nm di coppia a 1.750 giri, un’unità che consente alla 3 GT di toccare i 230 all’ora e accelerare da 0 a 100 in 8 secondi, il tutto con consumi nel ciclo misto di appena 4,9 litri per 100 km ed emissioni di CO2 di 129 g/km. L’esemplare provato non aveva il sei marce di serie ma lo spettacolare Steptronic a 8 rapporti (optional a 2.300 euro) con tanto di paddles al volante, un accessorio irrinunciabile perché rende la vettura morbida e vellutata quando si va a passeggio e la trasforma in sportiva quando si decide di guidare sul serio.

…ma la 335i è una scheggia!

A quel punto non rimane che selezionare la modalità Sport, o meglio ancora Sport+ (che ritarda l’intervento dell’elettronica e lascia spazio all’abilità del guidatore) e godersi la velocità di cambiata. Tutto questo, ma con 122 cv in più, lo ritroviamo anche sulla top di gamma 335i con il 3 litri TwinTurbo da 306 cv e 400 Nm di coppia. Qui le prestazioni sono da sportiva vera (250 km/h e 0-100 in 5,7 secondi) ma ad entusiasmare è soprattutto la progressività dell’allungo accompagnata dalla colonna sonora del sei cilindri in linea. E tutto sommato non consuma neanche tanto, 7,7 litri ogni 100 chilometri. Se non fosse per il superbollo…

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Cinque motori per quattro versioni 

Completano la gamma della Serie 3 GT, la 318d da 143 cv e 4,5 l/100 km e le due benzina a quattro cilindri: 320i da 184 cv e 6,2 l/100 km e 328i da 245 cv e 6,4 l/100km, tutte abbinabili a quattro allestimenti: base, Sport, Modern e Luxury. Sono tutte dotate di EfficientDynamics con Auto Start Stop e dispongono della modalità ECO PRO che riduce i consumi fino al 20%. Infine i prezzi, si parte dai 37.990 euro della 318d per arrivare ai 52.790 della 335i Luxury, un surplus di circa 1.800 euro rispetto alla Touring. Ne vale la pena? Se viaggiate spesso in cinque e volete stare belli comodi la risposta è sì, in caso contrario scegliete la Touring. Tanto non si sbaglia in entrambi i casi.

Valerio Maura

 

 

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