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Ginevra 2013: Alfa 4C, il sogno possibile

Con la presentazione ufficiale al Salone elvetico, svelato finalmente un atteso capolavoro di estetica

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In realtà l’Alfa 4C (lunga 399 cm, larga 200 cm, alta 118 cm e con un passo di 238 cm) ha fatto talmente tanto parlare di sé sin dalla bozza del progetto, che questa di Ginevra altro non è stata se non l’apposizione di un sigillo. Del resto, non poteva essere diversamente visto che, a distanza di poco tempo dall’uscita di quel capolavoro a tiratura limitata chiamato 8C, si erano rincorse voci di una possibile sua… “baby”. Forse non è andata esattamente così, ma il segreto svelato non ha certo deluso…!

“Scopriamola…”!

I 60mila euro di listino della 4C Launch Edition (1.750 cc turbo benzina, a iniezione diretta da 240 cv con coppia max di 350 Nm) tirata in soli mille pezzi (400 per l’Europa) avranno fatto forse cambiare espressione a qualcuno che aveva dato credito alle voci che la posizionavano sui 10.000 euro in meno ma… il carbonio costa caro; ci sarà però anche una 4C “normale” che arriverà più avanti al prezzo di 48mila euro.

Non parleremo qui delle caratteristiche tecniche che oramai tutti conosciamo o dell’estetica che troviamo semplicemente coinvolgente, ma piuttosto del fatto che l’Alfa Romeo, e di questo va dato credito al Management di gruppo, sta conoscendo un rinnovato fermento che, partito proprio dalla 8C motorizzata Maserati, ci proietta verso il prossimo “Duetto” frutto della specifica alleanza con Mazda ma passa oggi per questa 4C; ebbene quest’auto si dimostra più Alfa della sua recente ispiratrice, grazie alla sua turbata anima bialbero, alle dimensioni che la fanno parcheggiare in un fazzoletto (a patto che sia largo…) e la promessa di un dinamismo che ce ne fa pregustare l’auspicabile ed auspicato test.

La linea di ascendenza ci rimanda comunque alla bellissima 33 berlinetta carrozzata da Scaglione portatrice del più puro DNA Alfa Romeo e per questo non ce ne voglia la 8C: senza di lei non saremmo qui a parlare della sua compagna di… scudetto.

La 4C, prodotta complessivamente in soli 3.500 esemplari, si rivolge ad un segmento di mercato – cosa ben differente dalla fascia di prezzo – che, come tale semplicemente non esiste essendo in realtà una nicchia nella quale convivono solamente un paio di vetture del tutto particolari: non le affianchiamo, vista la diversa abitabilità ed estetica la KTM anche se il telaio progettato dall’ing. Dallara è comune…, ma la Lotus Exige può incrociare validamente la lama con la 4C per fascia di prezzo, potenza, compattezza e dinamismo ma potrebbe perdere qualcosa sulla carta a causa della scocca in meno nobile alluminio e – forse – per una maggiore difficoltà di accesso ed un minor spazio interno a disposizione.

Un sogno possibile, sottolineavamo nel titolo, ma alla fine dobbiamo con rammarico domandarci quanti dei potenziali acquirenti italiani decideranno di escludersi da questo sogno a causa dell’autolesionistica politica fiscale contro l’auto che pare essere uno dei passatempi preferiti dai nostri governi, i due ultimi in particolare; l’introduzione del superbollo oltre i 185 kW, l’automatica attribuzione dell’etichetta di evasore fiscale al possessore di un’auto di potenza superiore a tale limite, con automatica inversione dell’onere della prova, indegno di un Paese civile, hanno demolito il mercato italiano di tali vetture, causato chiusura di concessionari e alimentato la disoccupazione arrecando alla fine danno erariale e sociale più che introiti fiscali; questo è il clima nel quale arriva questa 4C che avrebbe meritato, perché è l’Italia che lo meriterebbe, un clima ben diverso.

Redazione Motori360

 

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