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Ginevra 2013: Corvette C7 Stingray 2014

Svelata al Salone elvetico la versione convertibile dell’iconica super sportiva Chevrolet

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Sin dal suo debutto la Corvette ha fatto e continua a fare sensazione ma il punto è che in realtà, ogni volta che la si guarda o se ne scrive, ci si trova di fronte al simbolo stesso dell’auto sportiva americana: se di questa si parla, la prima associazione di idee individua proprio lei ed oggi più che mai che visto che viene ora ripreso la storica definizione del 1963.

Quest’anno Chevrolet ha calato la sua coppia d’assi a breve distanza l’uno dall’altro: lo scorso gennaio a Detroit è stata, infatti, presentata a nuova ed aggressiva C7 Stingray Coupé mentre ora, a Ginevra, ne scopre – è proprio il caso di dirlo – la versione “cabrio” che possiamo ben apprezzare in queste prime foto diffuse proprio in vista della rassegna elvetica.

Nella storia dell’auto la Corvette rappresenta uno dei casi di maggior longevità di uno stesso modello; in costante e periodicamente profonda evoluzione ma sempre fedele a se stesso dal 1953, anno del debutto della prima XE-122 (questo il codice di produzione) all’attuale C7 la Stingray di strada ne ha fatta proprio tanta.

In realtà sia la versione coupé e sia la derivata cabrio presente al Salone ginevrino, sono modelli che senza rinnegare il passato rappresentano, dopo l’avvento della già rivoluzionaria C1, la totale evoluzione, rivoluzione ed affinamento delle precedenti, omologhe versioni.

Gli esterni: soprattutto aggressività

Tre gli elementi caratterizzanti la parte anteriore di questa GT: la semplice ma aggressiva calandra – a tutta larghezza – con griglia a nido d’ape divisa orizzontalmente da un profilo cromato, e sottolineata da due piccoli laterali baffi inferiori, i gruppi ottici a tecnologia LED o Xeno e il grosso rigonfiamento centrale del cofano, sapientemente dissimulato dal bel design complessivo e dalla griglia per l’evacuazione dell’aria calda espulsa dal radiatore.

I grandi passaruota anteriori incorniciano le ruote caratterizzate dai bellissimi cerchi a razze sdoppiate attraverso le quali campeggiano le rosse (ed imponenti) pinze dei freni; osservando l’auto lateralmente non si può non notare l’andamento cuneiforme della fiancata, movimentata dalla feritoia per l’estrazione dell’aria che, posta fra il passaruota anteriore e la portiera, si raccorda inferiormente con una grossa nervatura che attraversa degradando l’intera parte inferiore della fiancata sino a “sfumare” completamente all’altezza del taglio della portiera.

Abitacolo con parabrezza molto inclinato, padiglione di altezza ridotta rispetto a quella della fiancata e coda molto corta, che accentua l’effetto cuneo grazie anche al taglio netto che la caratterizza, completano l’effetto complessivo.

In coda spiccano l’estrattore inferiore che nella zona centrale ospita quattro terminali di scarico tondi cromati che ricordano non troppo vagamente altrettante bocche da fuoco; sul bordo del cofano è alloggiato uno spoiler con terzo stop integrato mentre i gruppi ottici sono alloggiati in due ben studiate rientranze che lateralmente ospitano anche due griglie di evacuazione per l’aria dei passaruota posteriori. Stilisticamente notevole la rientranza al centro del padiglione, quasi un tributo al più classico stile Zagato.

 

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Interni all’insegna della sobrietà

L’abitacolo denota grande voglia di razionalità. L’ambiente è infatti accogliente ma sobrio e, appunto, razionale, senza elementi superflui o design ridondante e questo, a nostro avviso, è un grande pregio; inutile dire che l’elemento più caratterizzante è proprio l’enorme tunnel centrale che divide pilota e passeggero ai quali sono riservati due sedili avvolgenti ben distanti fra loro.

Cromature poco presenti, la fibra di carbonio impreziosisce quel giusto mentre una bella pelle ricopre sedili, tunnel centrale, e braccioli delle portiere; belli il volante e la strumentazione, caratterizzata da tre grandi strumenti analogici (semicircolari il tachimetro a sinistra e gli strumenti di servizio posti rispettivamente a sinistra ed a destra del grande contagiri centrale circolare); a destra della plancia strumenti si trova al di sopra del tunnel centrale il display dell’infotainment.

Corpo vettura: profondamente rinnovato, notevolmente alleggerito

Se la C7 2014 fosse stata una signora decisa a fare palestra, lifting e rinnovare il proprio guardaroba, avrebbe fatto la fortuna di tutti coloro ai quali si fosse rivolta: si presenta infatti con un nuovo vestito, a Ginevra più ridotto rispetto a quello di Detroit, ma entrambi – più aggressivi e sexy dei precedenti – coprono sostanziose sorprese; nuovi la scocca ed il sistema di trazione e nuovi sono gli interni e le tecnologie di supporto.

Per quanto attiene alla dieta la nostra meccanica signora si è prestata ad una profonda “remise en forme” basata ovviamente non su sete e chiffon… ma sugli ugualmente preziosi alluminio della scocca, materiali compositi di parafanghi e portiere, carbonio utilizzato per cofano e tetto (rimovibile della Coupé) ed infine il magnesio con il quale è stata realizzata la struttura di base dei sedili, d’altra parte cosa insegnava Colin Chapman? O più Cavalli o meno Peso… Morale? Il nuovo telaio pesa 45 kg in meno e guadagna il 57% in più in rigidità mentre la distribuzione dei pesi sui due assi è 50/50.

Cavalleria a briglia (quasi) sciolta

L’8V da 6.200 cc (Small Block LT1) eroga quasi 450 cv e 610 Nm di coppia, valori che rendono questa C7 il modello più potente mai prodotto nei 60 anni di vita della Stingray. I pochi ancora abituati a ritenere l’architettura generale di questi grossi propulsori ancora antiquata dovrebbero soffermarsi sul fatto che tali valori di potenza e coppia sono oggi raggiunti grazie all’iniezione diretta, all’Active Fuel Management, all’adozione di un variatore di fase continuo e all’ideazione di un sistema di combustione avanzato.

Siamo ovviamente lontani dalle potenze per litro espresse da alcune supersportive europee ma diversa è la filosofia di base: l’auto “fa” comunque lo 0-100 km/h in meno di quattro secondi con consumi (dichiarati) davvero sorprendenti (attorno ai 9 litri/100 km); chi volesse cercare adrenalina a prezzi tutto sommato ragionevoli e volesse far prevalere la freddezza del ragionamento sulla passione per il blasone e la tecnica pura, sarebbe indotto a tenere conto del fatto che la C7 costa infinitamente meno di una McLaren P1 o meno della metà di una Ferrari F12 Berlinetta e che si rivelerebbe ancora una volta ben competitiva rispetto ai costi delle supersportive top di gamma di Stoccarda siano esse marcate Porsche o Mercedes AMG; e comunque stiamo sempre parlando di un’auto del tutto particolare…

Tecnica in salsa performance

La tenuta di strada è assicurata da sospensioni a doppi quadrilateri mentre ricorrendo al Performance Package Z51 disponibile come optional (e che optional) si può arricchire la versione base con un sistema di lubrificazione a carter a secco che ovviamente abbassa il baricentro ed assicura costanza di lubrificazione anche in condizioni di handling del tutto particolari; il differenziale viene integrato con un autobloccante elettronico, e alla trasmissione è riservato uno specifico circuito di raffreddamento: Sempre in tema di trasmissione – che ricordiamo adottare lo schema “transaxle” – vale sottolineare che il nuovo cambio manuale a sette marce è provvisto dell’Active Rev Matching un dispositivo che, semplicemente toccando la leva del cambio, è in grado di capire che marcia si vuole inserire armonizzando automaticamente la velocità di rotazione del motore con quella degli ingranaggi del cambio; i piloti più tranquilli possono optare per un automatico sei marce.

Da non dimenticare che chi impugna il volante di questo bel giocattolo ha la possibilità, attraverso il Drive Mode Selector, di personalizzare le modalità di guida ricorrendo alle 12 combinazioni elettroniche su e fra i parametri di prontezza dello sterzo, risposta motore, e rigidità dell’assetto.

L’aerodinamica della C7 deriva da quella delle vetture impiegate nell’American Le Mans Series ma per chi non si dovesse accontentare è disponibile un ulteriore pacchetto aerodinamico per migliorare la stabilità dell’auto alle alte velocità.

Prezzi e vetture si faranno desiderare ancora per un po’: la nuova Chevrolet Corvette C7 Stingray 2014 entrerà in commercio, infatti, nel corso della prossima estate.

Redazione Motori360

http://www.youtube.com/watch?v=QhG5Ad3Yh0c&feature=player_embedded

 

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