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Itinerari: Maremma da scoprire

Un viaggio attraverso la Toscana più autentica a bordo del nuovo EcoSport, SUV compatto di Ford

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La Toscana ha da sempre ammaliato il suo visitatore grazie ad un patrimonio storico culturale e paesaggistico incredibili. E proprio uno dei suoi tipici paesaggi – la Maremma – ci ha accolti in una cornice quasi fiabesca, in un alternarsi di colori suggestivi, dal giallo, all’azzurro, al verde… Questo lo sfondo che ci ha accompagnati per tutta la durata di un indimenticabile week-end.

È bastata un’ora e quarantacinque minuti di macchina da Roma per raggiungere la Maremma, dopo aver percorso l’Autostrada A12 fino a Civitavecchia, proseguendo poi sulla S.S. Aurelia superare Montalto di Castro e svoltare per Vulci direzione Manciano.

Primo giorno: Montemerano e Manciano

Il viaggio è iniziato dai piccoli borghi che circondano Saturnia – ultima nostra meta -, partendo da Poderi di Montemerano, un borgo davvero piccolo ove si trova Poggio Cucco, l’agriturismo che ci avrebbe ospitati per i successivi due giorni.

Visto il tempo tiranno, ci dirigiamo subito a Montemerano che, a soli 3 km da Poggio Cucco, è uno dei borghi medievali più belli d’Italia. Nella ricerca di un ristorante, vista l’ora, ci imbattiamo nella trattoria «Il Nibbio», caratterizzata dalla presenza di una bella pianta di gelsomino che ne circonda l’entrata.

Tiziano, il proprietario, come tutti i toscani, sfodera un umorismo pungente ed un modo scherzoso di rapportarsi al cliente. Dopo aver consumato un pasto abbondante composto da crostini toscani, pappardelle al cinghiale e vino rosso secco, il gestore del ristorante ci ha offerto una particolare grappa aromatizzata alle erbe selvatiche.

Comunque il modo migliore per digerire è passeggiare per le strette stradine di Montemerano e così abbiamo passato metà pomeriggio risalendo il paese fino a raggiungere la parte più pittoresca, dove un arco in pietra accoglie il visitatore all’interno di Piazza del Castello, una delle piazzette più belle e particolari, che sembra essersi fermata in un tempo lontano. Siamo in pieno centro medievale, in un dedalo di vie e vicoli che collegano piccole piazze tra loro; fra queste spicca la storica Piazza della Chiesa, che ospita la trecentesca Chiesa di San Giorgio, affiancata sul lato sinistro dalle antiche mura del borgo.

La chiesa, più volte restaurata e rimaneggiata nel corso dei secoli, ha una facciata in travertino caratterizzata da un portale con arco a sesto acuto e da una finestra rettangolare disassata rispetto al portone.

Lasciato Montemerano, ci dirigiamo alla volta di Manciano, un borgo decisamente più grande e popolato. Non è difficile trovare i monumenti simbolici del luogo: basta seguire le indicazioni per il centro storico e dopo una salita ci si ritrova davanti alla Rocca, uno degli edifici più imponenti della zona, caratterizzato dalla presenza delle mura Aldobrandesche e delle numerose torri disseminate lungo il perimetro. Degni di nota sono anche il campanile della Chiesa di San Leonardo e il panorama che si può godere dalla Rocca. Inoltre pochi metri più in basso si trova Piazza Garibaldi, che venne edificata a seguito della demolizione delle mura e che ospita la fontana realizzata nel 1913 per festeggiare la costruzione di un acquedotto. Infatti l’opera sta a rappresentare il trionfo dell’acqua sulla siccità. Termina così il nostro pomeriggio e rientrati in agriturismo abbiamo cenato nel suo ristorante gustando salumi, crostini e arista con i funghi.

Secondo giorno: Pitigliano, Sorano, passando per Saturnia e le sue Cascate del Mulino

La sveglia suona di buonora: non vogliamo perderci neanche un minuto di questo viaggio. Dopo aver consumato un’abbondante colazione, raggiungiamo Pitigliano, una delle cittadine che più ci ha colpiti e che si mostra in tutto il suo splendore dalla Curva della Madonna delle Grazie. Da questo punto si nota subito l’acquedotto mediceo che fa da cinta alla città e il basamento di tufo sul quale si erge.

Proprio per questa peculiarità Pitigliano è conosciuta come la «città del tufo». In realtà più suggestivo è l’altra sua denominazione, «piccola Gerusalemme», dovuta al fatto che ospita anche una comunità ebraica, un ghetto ed una sinagoga dalla storia affascinante. Se inizialmente la comunità ebraica era mantenuta dalla famiglia Orsini, con il passaggio del territorio al Granducato di Toscana la situazione peggiorò, portando a discriminazioni razziali sfociate in cambiamenti della sinagoga che terminarono solamente nel 1995, quando la struttura assunse il bell’aspetto attuale.

È comunque piacevole vedere due comunità in contatto armonico tra loro e come ci si ritrovi involontariamente prima in una e poi nell’altra zona di Pitigliano.

Lasciato il quartiere ebraico, attraversando i vicoli e le stradine che si affacciano sullo strapiombo sottostante eccoci davanti alla Fortezza Orsini, un antico palazzo cinquecentesco che oggi ospita il Museo Archeologico, il museo di Palazzo Orsini, l’Archivio diocesano e la Biblioteca.

Dopo aver pranzato nel parchetto che si affaccia su questo bel borgo, lasciamo Pitigliano alla volta di Sorano, altro piccolo borgo dalle grandi sorprese.

La caratteristica che contraddistingue Sorano è l’accesso al piccolo centro attraverso l’ennesima Fortezza Orsini che ci fa poi giungere nel cuore della cittadina. Qui il panorama è splendido, grazie alla presenza di boschi che con il sole regalano belle suggestioni.

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Sosta breve in quanto decidiamo di muoverci alla volta delle famose Cascate del Mulino, quindi tempo di cambiarci e siamo di nuovo in macchina.

A questo punto un suggerimento è d’obbligo: Saturnia dispone sia di Terme vere e proprie a pagamento che di cascatelle naturali ad accesso gratuito e quindi prese d’assalto dai turisti il cui esempio, essendo giorno feriale, abbiamo voluto seguire: fate quindi attenzione ad inserire nel navigatore non più «Cascate del Mulino» bensì «Cascate del Gorello». Lo spettacolo che vi si presenterà è da cartolina; un insieme di piccole piscine naturali riempite dal costante flusso dell’acqua termale.

È presente un parcheggio gratuito e anche un bar. Le cascate sono aperte 24 ore su 24 ma se andate di notte fate attenzione dal momento che non è presente alcuna luce artificiale e il fondo è composto da sassolini. Le cascatelle sono generate dalle acque sulfuree, che immettono acqua ad una temperatura costante di 37,5 gradi centigradi ma anche se ci si va in estate non si muore di caldo.

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Grazie alla scarsa presenza di turisti, pur essendo domenica, abbiamo potuto godere appieno di questa esperienza e delle proprietà benefiche dell’acqua. Rilassati e soddisfatti siamo rientrati in agriturismo, per poi tornare nuovamente a Saturnia, di cui abbiamo apprezzato Piazza Vittorio Veneto e il vivace centro della cittadina. Dopo una tranquilla passeggiata per le vie del centro siamo rientrati in agriturismo.

Terzo giorno: Orbetello e rientro a Roma

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Il giorno del rientro è sempre un po’ triste: dopo aver salutato e ringraziato Stefania, lasciamo le colline toscane per spostarci verso il mare che, posto a circa 45 km da Poggio Cucco, raggiungiamo percorrendo una stradina provinciale sterrata attraverso le campagne.

Qui la nostra EcoSport dell’Ovale Blu ha tenuto testa senza problemi alla situazione e ci ha fatto confortevolmente arrivare ad Orbetello, ultima destinazione toscana. La città, stretta tra le Lagune di Ponente e Levante, è caratterizzata dalla presenza di mura etrusche che costeggiano a tratti il centro abitato.

Dopo aver percorso il Lungolaguna si giunge a piazza della Repubblica, dominata dall’imponente duomo romanico, ristrutturato dagli Orsini. Il centro storico è a pochi passi ed è caratterizzato dalla presenza di vicoli che ci hanno accompagnato per tutto l’itinerario. Forti sono le tracce della presenza degli spagnoli in città soprattutto nel mulino posto vicino alla diga che collega all’Argentario; ultimo di nove mulini, servivano per macinare la farina destinata agli abitanti della città.

Purtroppo con Orbetello termina il nostro itinerario e a malincuore torniamo verso Roma.

Da sottolineare l’ottima prova della nostra Ford EcoSport motorizzata con una unità diesel da 1,5 litri da 100 cavalli, accoppiata ad un cambio a sei marce, che ha brillantemente contribuito al successo del nostro viaggio ed è riuscita ad affrontare le imprevedibili e strette stradine toscane offrendo un ottimo comfort di marcia, tenuta e precisione di guida e bassi consumi.

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Concludiamo riportando la frase incisa su una targa fissata sopra le mura della Rocca di Manciano: “Ti amo Maremma fin dove al mar ti sposi e ti vesti di tramonti.

[ Jacopo Romanelli ]

 

 

Ringraziamenti:

 

[ Agriturismo Poggio Cucco di S. Boschi e S. Di Virginio ]

 

 

La struttura è un casale in pietra che sorge su una collina che sovrasta l’ambiente circostante. È inoltre un’importante azienda agricola, rinomata per la sua produzione di oli raffinati. Gode della presenza di una piscina e di un ristorante che serve pietanze tipiche del posto ed è situata a pochi chilometri dai principali punti di interesse turistico.

A rendere piacevole l’esperienza, non è stata solamente la vista che si può godere dall’agriturismo ma anche la calda accoglienza della proprietaria, la sig.ra Stefania, che per tutto il tempo, si è resa disponibile e ha soddisfatto ogni nostra esigenza.

Agriturismo Poggio Cucco di S. Boschi e S. Di Virginio

58050 Poderi di Montemerano (GR)

Tel.: +39 0564.620555 – Mob.: +39 333.4732160

Fax: +39 0564.1836408

e-mail: info@poggiocucco.it

 

 

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