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INFINITI Q50 S: lusso e grinta

La strategia giapponese per una positiva convivenza di lusso, stile e comfort con tenuta, prestazioni e adrenalina…

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In altre parole due auto in una oppure l’auto che non ti aspetti! Certo, dietro non puoi trovare né la «AMG» che promette adrenalina stellare né la «M» accompagnata dalla nota tricromia azzurra-blu-rossa o ancora la «RS» di Ingolstadt, ma le prestazioni se non al medesimo livello (e comunque dipende dal confronto fra modelli) sono ben più che sostanziose tanto che su certi percorsi eventuali differenze potrebbero essere colmate… dal piede.

Scendendo a più miti consigli, occorre rifarsi subito al nostro titolo perché l’aspetto più intrigante di questo particolare modello di INFINITI è appunto la capacità di mediare tra dinamica e comodità, soddisfacendo entrambe.

Dal punto di vista estetico ci troviamo di fronte ad una berlina medio-grande di classe superiore caratterizzata dalla positiva convivenza (anche qui!) fra linee morbide e nervature e rilievi tesi la cui fusione ha prodotto un corpo vettura a nostro avviso elegante e armonico pur in presenza di un muso piuttosto aggressivo. 

Eccellente ad ogni andatura

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A disposizione del piede destro abbiamo 405 cavalli (298 kW) sprigionati dal 3 litri V6 biturbo – la Coppia è di 475 Nm da 1.600 a 5.200 giri min. – ma la sapiente gestione elettronica è in grado di farceli dimenticare ed ecco quindi emergere la capacità dell’auto di portarci a spasso in un ambiente ovattato e ben isolato, in cui è possibile parlare senza alzare la voce, accompagnati da una encomiabile elasticità del propulsore in grado di viaggiare con selettore su «manuale» in terza velocità a 1.200/1.500 giri/min. senza scompensi a patto di graduare la pressione sul pedale dell’acceleratore.

A velocità di codice si è letteralmente cullati in un lussuoso silenzio comodamente seduti in un abitacolo le cui rifiniture non fanno neppure per un attimo rimpiangere i soldi (ben) spesi.

Se invece si va di fretta e si è disposti a correre il rischio… in termini di soldi e punti, l’auto ti asseconda immediatamente, sfoderando un’accelerazione quasi veemente e una tenuta di strada che è ovvio attendersi nei curvoni veloci ma che – viceversa – è sorprendente sui percorsi guidati, visto che dimensioni e massa non sembrerebbero andare d’accordo con frenata e maneggevolezza.

Un condizionale che curva dopo curva, frenata dopo frenata, accelerazione dopo accelerazione, svanisce come neve al sole. Nonostante la massa non da auto sportiva (siamo attorno ai 1.800 kg) la successione di curve si affronta in scioltezza con la vettura che, grazie alle doti di sterzo e freni, mette le ruote anteriori esattamente dove si desidera per poi seguire la traiettoria con precisione, e questo anche grazie ai sistemi di controllo sempre pronti ad intervenire per correggere eventuali esuberanze. A questo proposito è bene raccomandarne il costante impiego su strada aperta al traffico se non si vuole rischiare, in caso di controsterzo, di stampare la coda dell’auto sul muso del malcapitato che ci incrocia in senso opposto.

Per non parlare infine del prezzo che, certamente non popolare, si rivela competitivo nei confronti dei listini tedeschi e non solo.

E qui ci fermiamo, perché questa vuole essere solo un’anteprima. Appuntamento con il resoconto completo del test fra due settimane su «testMotori360».

[ Tony Colomba ]

 

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