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Hyundai punta sull’idrogeno: NEXO l’erede della ix35 Fuel Cell

Il Gruppo sud-coreano punta sull’idrogeno per una mobilità realmente ad emissioni Zero con la NEXO che vanta una potenza di 160 cv, un’autonomia di oltre 560 km e tempi di rifornimento di soli 4 minuti

Dopo essere stata svelata alla stampa il 17 agosto a Seul alla 63° Convention Center con un nome ancora da definire e come avevamo anticipato noi prima di Natale, la nuova FCEV di Hyundai ha fatto il suo debutto ufficiale al Consumer Electronic Show (CES) di Las Vegas.

Si chiama NEXO e da subito cattura l’interesse per la sua linea moderna e filante. Con una lunghezza di 4.671 mm, larghezza 1.859 e altezza 1.630 mm, va ad inserirsi nel folto gruppo  delle berlina del segmento «D», che vantano una buona abitabilità interna e adeguato comfort, ma la vera novità sta sotto il cofano, o meglio nella sua tecnologia di propulsione che si avvale di celle a combustibile che trasformano l’idrogeno in energia elettrica: Fuel Cell Electric Vehicle.

Fin dal 2001 la Casa sud-coreana investe su questo tipo di propulsione, dapprima con la Santa Fe FCEV che poteva contare solo su 160 km di autonomia e una velocità massima di 130 km/h, seguita poi nel 2005 dalla Tucson FCEV che con un serbatoio da 153 litri di idrogeno stoccato a 700 atm aveva un’autonomia di 300 km e una velocità massima di 150 km/h. Poi dal 2012 la ix35 FCEV che riusciva a coprire oltre 500 km e della quale è stato consegnato un esemplare all’Arma dei Carabinieri di Bolzano che per il rifornimento di idrogeno possono contare sulla locale unica stazione di sevizio presente in Italia.

Una valida alternativa alle auto full electric

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La NEXO, quarta generazione dei veicoli FCEV di Hyundai, non si avvale di un pianale ICE adattato come la Tucson FCEV, ma di un pianale specificatamente realizzato sul quale è stata montata una power unit di nuova concezione, più leggera e compatta, con un motore elettrico più piccolo, più potente del +20%  (da 100 a 120 kW), più efficiente del +5,1% e anche polivalente.  

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In tal senso la NEXO svolge anche un ruolo chiave nel Hyundai «Hydrogen Life Vision» che vuole l’idrogeno come fonte integrativa di energia domestica e in tal senso, al CES di Las Vegas, si può vedere una NEXO collegata ad una rete domestica che ne alimenta la linea e con il vapore acqueo che esce dallo scarico vengono irrigate le piante della casa.

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Certo può sembrare fantascienza, ma questi sono solo alcuni dei vantaggi delle celle di alimentazione, una semplice reazione chimica tra l’idrogeno e l’ossigeno per generare energia elettrica che alimenta il motore elettrico il quale poi trasferisce la coppia motrice alle ruote.

Sulla NEXO sono state introdotte anche le più recenti tecnologie per l’assistenza alla guida, tra queste, la Lane Following Assist che mantiene la vettura al centro della propria corsia sia in città che sulle strade extraurbane, il Blind-spot View Monitor che visualizza la vettura su entrambi i lati quando il conducente intende cambiare corsia e il Remote Smart Parking Assist che parcheggia la NEXO in modo autonomo.

Idrogeno sicuro

I detrattori del sistema Fuel Cell si appigliano alle difficoltà di stoccaggio, alle difficoltà di erogazione e alla pericolosità stessa dell’idrogeno, ma recenti test hanno dimostrato che i serbatoi di idrogeno di ultima generazione sono più sicuri degli analoghi serbatoi per il gas o più semplicemente di quelli per la benzina.

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L’evoluzione tecnologica di questi ultimi anni ha infatti interessato anche i materiali per la produzione dei serbatoi per l’idrogeno, che ora possono superare qualsiasi urto o incendio; inoltre se sulla Tucson FCEV erano 2 per contenere 140 litri, ora nella NEXO sono 3 per un totale di 156 litri, ma con un peso inferiore di ben 16 kg.

 

[ Paolo Pauletta ]

 

 

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