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Alfa Romeo Giulietta vs Mazda 3: duellanti primedonne

Un confronto impegnativo, forse difficile. Perché si è tratta di comparare due prodotti solidi, maturi, entusiasmanti e rappresentativi di marchi famosi. Due auto che interpretano – con differenziazioni ben precise – il concetto di vettura compatta, intesa come anello di congiunzione tra la berlinetta con portellone e la sportiva dalle linee iconiche. Un’italiana contro una giapponese, entrambe animate da generosi cuori a gasolio. L’Europa e il Sol Levante si sfidano a vicenda. E vincono entrambe

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Il segmento è lo stesso. Dimensioni, grinta e categoria anche. Il pubblico cui si rivolgono, pure. Alfa Romeo Giulietta, e Mazda 3. Così vicine, così simili, intriganti e agguerrite, inevitabilmente nemiche con onore. Coupé a cinque porte per famiglie giovani, veloci berlinette con il carisma del marchio, veicoli portatori di una solida immagine e di un marchio nobile.

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Due auto uguali, insomma? Assolutamente no. Potranno condividere impostazione, ispirazione nella linea, carattere e, magari, clientela, ma le compatte giapponese e italiana sono eloquente testimonianza di come l’interpretazione di un concetto sia qualcosa di assolutamente relativo. E che sportività e prestazioni possano anche avere il passo felpato ma deciso per continuare a vivere, nonostante tutto, il piacere di guida, con la certezza di possedere un prodotto valido e competitivo, con la sicurezza di distinguersi.

Alfa Giulietta e Mazda 3 le abbiamo provate a lungo, non solo per raccontarvi come vanno ma, soprattutto, per descrivervi come sono. Perché le auto, ed è bene ricordarlo, hanno un’anima.

È una ferrea legge del marketing: quando l’appeal di un prodotto, e l’emozione che riesce a trasmettere, equivalgono le doti di un diretto concorrente, si può tranquillamente scommettere che non ci si annoierà di certo, e che ce ne sarà per tutti. È il bello della competizione, e del mercato.

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La compatta del Biscione

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Un mercato dove l’Alfa Romeo Giulietta è presente da ben sette anni, con una linea talmente ben riuscita fin dal suo esordio che i due restyling del 2013 e del 2016 non ne hanno minimamente intaccato gli stilemi. Porta un marchio pregiato, e ha un nome storico, che rimanda alla gamma introdotta negli Anni Cinquanta, declinata nella sportiva «Sprint» del 1954 e nella veloce «quattro porte» prodotta dal 1955 al 1966, e a quella berlina che, dal 1977 al 1985, rinverdì i fasti trascorsi facendosi ricordare per l’inconfondibile linea a cuneo.

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Oggi la Giulietta è considerata ciò che il marketing definisce un «prodotto maturo», e senz’altro lo è. Ma è un prodotto maturo che ha effettivamente tutto, tranne i difetti dei prodotti maturi, e che di andare in pensione non ha affatto voglia. La qualità della vettura – tangibile nelle finiture, negli assemblaggi e nell’armonia tra meccanica e telaio – è ormai giunta a livelli di eccellenza.

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E se non bastassero linea emozionante, economia di gestione e prestazioni a sostenere gli argomenti commerciali, interviene il veloce e impeccabile cambio automatico DCT a doppia frizione che equipaggiava l’unità da noi provata, spinta da un brillante turbodiesel 1.6 da 120 cavalli.

Mazda 3: il modello dell’autonomia

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Anche la Mazda 3 da noi provata è mossa da un turbodiesel. È un modernissimo propulsore in alluminio 1.5, dotato della tecnologia Skyactiv; in grado di erogare 105 cavalli, è associato a un preciso cambio manuale a 6 marce.

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Moderna anche l’auto, benché non certo inedita: lanciata nel 2013, questa edizione della «3» ha l’importante compito di traguardare definitivamente l’identità del marchio Mazda. Si tratta infatti della prima auto totalmente nuova, presentata dopo l’affrancamento del costruttore giapponese dall’orbita Ford.

La serie iniziale della Mazda 3 fu introdotta nel 2003, al posto della storica «323», con l’obiettivo di competere con gli affermati marchi europei, e non si può certo negare che oggi il risultato sia stato raggiunto.

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Le dirette concorrenti di questa dinamica compatta, animata dal design Kodo, sono le affermate VW Golf e Audi A3, la Peugeot 308 e, naturalmente, l’italiana Giulietta.

Mazda non è un costruttore che raggiunge i grandissimi volumi dei nomi più quotati, ma fa pur sempre 1,3 milioni di auto ogni anno, ed è al quindicesimo posto nella classifica mondiale. Potremmo definirlo, con un elegante ossimoro, un «costruttore di larga nicchia»: chi sceglie Mazda è motivato sì da un prodotto di qualità altissima, ma è sensibile al richiamo di un brand iconico, individuale, caratteristico. Proprio come lo è Alfa Romeo.

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E anche in questo senso, questa nostra comparazione tra le due compatte assume una valenza ancor più rappresentativa, in quanto confronto tra due distinte interpretazioni dell’auto dinamica – ma non estrema – orientata al grande pubblico.

A breve i test sul portale www.testmotori360.it. 

 [ Tony Colomba ]

 

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