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Renault come Volkswagen? Il titolo crolla in Borsa a causa del possibile scandalo emissioni

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Crollo in Borsa per la Casa automobilistica francese, il titolo perde oltre il 20% dopo la notizia del blitz della polizia antifrode negli impianti produttivi del marchio della losanga. Si sospetta l’esistenza di un software che consente di eludere i controlli sulle emissioni dei motori diesel, come quello alla base dello scandalo che ha investito il gruppo Volkswagen.

Lo riporta il sindacato CGT di Lardy (dove vengono eseguite le prove sulle emissioni dei motori), che ha comunicato che giovedì 7 gennaio sono stati oggetto di perquisizioni da parte della polizia antifrode, con il sequestro di alcuni Pc aziendali dei dirigenti, il Centro di ingegneria Renault di Lardy, il tecnocentro di Guyancourt (Yvelines), il sito di Plessis-Robinson e la sede di Boulogne-Billancourt (Hauts-de-Seine), alle porte di Parigi. Il delegato centrale del sindacato Frank Daout ha affermato che  Ieri abbiamo chiesto cosa stesse accadendo alla Direzione, ma non abbiamo avuto alcuna risposta, siamo tutti molto sorpresi”.

La notizia di possibili «trucchi» è stata però seccamente smentita dalla Casa francese, confermando le ispezioni della polizia antifrode e facendo però sapere che non è stato trovato alcun software fraudolento che consenta di aggirare i test sulle emissioni. Da sottolineare che, dopo il caso della Casa di  Wolfsburg, Renault aveva annunciato investimenti per 50 milioni di euro per ridurre le emissioni inquinanti delle sue automobili in fase di omologazione e uniformarle così a quelle dei test.

Queste notizie, che di certo non fanno bene al comparto automotive in generale,  hanno fatto registrare un crollo verticale in Borsa del titolo Renault che ha perso oltre il 20%, pari a oltre 5 miliardi di euro di valore di mercato chiudendo la peggiore giornata di Borsa della propria storia; ha contribuito anche il calo delle vendite di auto in Russia nel 2015 (-46%), dove il Gruppo francese è presente con il marchio Autovaz. In Europa, come un effetto domino, i titoli auto hanno perso tutti: FCA il 10%, Peugeot l’8,10% e Volkswagen il 3,98%.