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Le Bourget 2015: il mondo dell’aviazione riunito a Parigi

Aperto il Paris Air Show. La mostra del volo più grande del mondo ospita da oggi bisonti dell’aria, ultraleggeri, aerei a sola propulsione elettrica. E anche caccia avveniristici, e vecchi biplani. Senza contare tanta Italia: presente nei nuovi razzi lanciatori Ariane 6 e Vega C, dalle tecnologie innovative progettate nel nostro Paese

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Siamo al Paris Air Show: sul sito dell’aeroporto del Bourget, i 139mila metri quadri della fiera ospitano quest’anno oltre 2.200 espositori di 47 Paesi. Numerosi i velivoli che vantano, oltre alle innovazioni tecnologiche e al design contemporaneo, ottimi risultati in termini di consumo di carburante, emissioni di CO2 e inquinamento acustico.

E tra i velivoli che si alzeranno nel cielo parigino, per farsi osservare da addetti al lavoro e appassionati, ci sarà anche l’E-Fan di Airbus Group Innovation, un prototipo di aereo a due posti totalmente elettrico che, nei progetti del costruttore europeo, potrebbe essere il precursore di un apparecchio da trasporto regionale con motorizzazione elettrica.

Non mancheranno inoltre, come da tradizione, le presentazioni di nuovi arrivati del settore. La canadese Bombardier svelerà in anteprima gli aerei della nuova famiglia di jet per rotte a medio raggio CSeries, CS100 e CS300, che puntano a far concorrenza ai leader del segmento, vale a dire l’Airbus A320 e il Boeing 737.

Airbus, invece, porterà il suo nuovo aereo per rotte lunghe, l’A350 XWB, entrato ufficialmente in servizio lo scorso anno con la consegna a Qatar Airways.

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Sul fronte militare, saranno i Rafale di Dassault Aviation a farla da padrone, con diversi velivoli in esposizione statica e numerose esibizioni in volo, per celebrare i primi contratti di esportazione siglati nei mesi scorsi con Egitto, Qatar e India.

Per quanto riguarda infine i costruttori italiani, al Paris Air Show saranno presenti il bimotore P68R di Vulcanair, l’Avanti Evo di Piaggio Aero e, in anteprima assoluta, l’ultraleggero biposto in fibra di carbonio Dardo, realizzato da una piattaforma di Pmi dell’aerospaziale e dell’high-tech piemontesi con il supporto del Centro estero per l’internazionalizzazione. Lista a cui si aggiunge il turbopropulsore 72-600 dell’italo-francese ATR. esp-

120 Aziende Italiane

“Non ci sono mai state così tante aziende italiane» al Salone dell’aeronautica di Parigi: «circa 120, con una forte presenza dei distretti e una forte presenza delle piccole e medie imprese”: lo ha sottolineato il Ministro della Difesa, Roberta Pinotti, incontrando la stampa a margine delle visite degli stand italiani della fiera parigina. La presenza, ha aggiunto, “è più che raddoppiata rispetto alle edizioni precedenti”, e anche per le aziende presenti con stand meno imponenti, come Finmeccanica, “c’è una presenza significativa in termini di qualità”. Il Ministro ha sottolineato che il progetto di drone europeo sottoscritto dai governi di italia, Francia e Germania, con Alenia Aermacchi, Dassault e Airbus Defence&Space, “non è in concorrenza” con il drone P1HH di Piaggio Aero, di cui a breve saranno consegnati i primi esemplari all’Aeronautica militare.

Il Ministro Pinotti e a destra l'a.d. di Finmeccanica Mauro Moretti

Il Ministro Pinotti e a destra l’a.d. di Finmeccanica Mauro Moretti

Finmeccanica è interessata a prendere il controllo di Avio, di cui detiene oggi il 14%, e potrebbe farne “se non la prima, la seconda o la terza” acquisizione della nuova gestione. “Lo spazio è importante, l’Italia non può non avere una proiezione nello spazio”, ha commentato l’Amministratore Delegato Mauro Moretti, a margine di un passaggio tra gli stand del Salone dell’aeronautica di Parigi. È andato più lontano il patron di Avio, Pier Giuliano Lasagni, che nella stessa occasione ha detto che la «procedura» di passaggio sotto l’ala di Finmeccanica “sarà messa in atto quest’anno”, esprimendo il suo apprezzamento per l’ipotesi. “È palese che ci sia un interesse” di Finmeccanica, ha spiegato, che vuole “continuare ad essere presente. Si parla di maggioranza o di altre forme che possano tutelare le attività del lanciatore Vega, che è un patrimonio nazionale”.“Il passo – ha aggiunto – coinvolge comunque «equilibri industriali europei che vanno gestiti», in particolare sul fronte dei forti segnali arrivati dalla Francia sul settore dei lanciatori, per garantire un accesso autonomo allo spazio”. L’opzione della presa di controllo di Finmeccanica su Avio, sottolineano fonti industriali citate dalla stampa transalpina, sarebbe inoltre gradita al governo italiano, più di un ingresso di peso da parte di Airbus Safran Launcher. Che dal canto suo, secondo la stessa fonte, non sarebbe interessata ad un ingresso nel capitale con una quota troppo piccola per permettere di avere un’influenza a livello gestionale. Più interlocutoria la situazione sul fronte di altre due delle joint venture in cui Finmeccanica è presente.

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Per quanto riguarda il consorzio Atr, detenuta al 50% da Alenia Aermacchi e al 50% dal gruppo Airbus (ex Eads), il cambio di azionariato con un passaggio integrale in mani italiane non sembra realizzabile nell’immediato, anche se voci in materia continuano a circolare. Il programma ha intanto annunciato ieri il 1.500° velivolo venduto, parte di un ordine della nipponica Japan Air Commuter, che segna anche la prima vendita di Atr in Giappone. In stallo anche il dossier Mbda, azienda produttrice di missili suddivisa tra Finmeccanica (25%), gruppo Airbus e la britannica Bae Systems (37,5% ciascuna). Da tempo Airbus ha espresso il suo interesse a prenderne il controllo, ma al momento non c’è accordo con i co-azionisti. “È una questione su cui le industrie stanno ancora dialogando, e non hanno trovato una soluzione”, ha commentato il Ministro della Difesa, Roberta Pinotti, precisando che il settore dei missili resta «importante» per l’Italia”.

[ Alessandro Ferri ]

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